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Linda Evangelista esce allo scoperto: “Ecco il mio corpo sfigurato”

Linda Evangelista mostra per la prima volta il corpo sfigurato: «Ho finito di nascondermi». In un’intervista rilasciata a People la top model racconta tutto sull’intervento che l’ha deformata. «Non mi guardo più allo specchio, non sono più io» ha detto l‘ex top model. 

 Linda Evangelista pronta a raccontare la propria storia

Per quasi cinque anni ha vissuto da reclusa, lontana dai riflettori e dalle copertine patinate. Ma ora Linda Evangelista, 56enne supermodella canadese di origine italiana, è tornata a parlare della propria storia: in un’intervista alla rivista People ha raccontato del dolore, quello fisico ma anche quello emotivo, che ha dovuto sopportare in questi ultimi anni dopo che un intervento di CoolSculpting (una procedura per la criolipolisi per la rimozione del tessuto adiposo) l’ha lasciata «brutalmente sfigurata» e «permanentemente deforme».

Linda Evangelista e l’intervento che l’ha sfigurata

La modella, che a settembre ha intentato una causa alla società proprietaria del brevetto della procedura, chiedendo 50 milioni di dollari di danni e sostenendo di non essere più stata in grado di lavorare dopo le sessioni di CoolSculpting a cui si è sottoposta tra il 2015 e il 2016, ha raccontato che in passato «mi piaceva molto sfilare in passerella». Ora, invece, «ho paura di imbattermi in qualcuno che conosco ma non posso più vivere così, nascondendomi e vergognandomi. Semplicemente non potrei più vivere con questo dolore. Finalmente sono disposta a parlare».

Le conseguenze dell’intervento su Linda Evangelista: rigonfiamenti e insensibilità

Mostrando alla rivista il corpo sfigurato, la ex supermodella ha spiegato che cosa è accaduto dopo il trattamento estetico. Dopo tre mesi, ha ricordato, ha iniziato a notare rigonfiamenti sul mento, sulle cosce e all’altezza del reggiseno: quelle stesse aree che aveva voluto ridurre stavano improvvisamente crescendo e diventando più dure. Quindi è arrivata l’insensibilità.

Eva Evangelista ha smesso anche di mangiare

«Ho cercato di rimediare da sola, pensando di aver fatto qualcosa di sbagliato», ha spiegato la Evangelista, che ha quindi iniziato una dieta e sessioni di esercizi fisici. «Sono arrivata al punto di non mangiare più, e pensavo di perdere la testa».


La diagnosi della PHA

Infine, nel giugno 2016 la modella è tornata dal medico. «Gli ho lasciato cadere la vestaglia di fronte – ricorda nell’intervista – Piangevo e gli ho chiesto: “Non ho mangiato, sto morendo di fame. Cosa sto facendo di sbagliato?”». A quel punto le è stata diagnosticata la PAH, iperplasia adiposa paradossale (PAH), un raro effetto collaterale della procedura di CoolSculpting che si manifesta in circa l’1% dei pazienti. E che provoca un irrigidimento e un’espansione del tessuto adiposo invece che una riduzione. E le aree interessate diventano meno sensibili alla liposuzione, quindi il problema diventa permanente. La modella ha infatti raccontato a People di essersi sottoposta ad altri due interventi di liposuzione (uno nel giugno 2016 e uno nel luglio 2017) per rimediare al danno, ma pur essendo stata costretta a indossare «indumenti a compressione, guaine e sottogola per otto settimane», la PAH è tornata continuamente a manifestarsi.

 
Il dramma di Eva Evangelista: “Non mi riconosco più fisicamente”

«I rigonfiamenti – ha spiegato – sono duri, e se cammino senza guaina quando indosso un vestito, provocano sfregamenti continui e irritazioni che arrivano quasi al punto di sanguinare. Perché non è come sfregare il grasso morbido: è grasso duro».


E per questo anche la sua postura è cambiata: «non posso più appoggiare le braccia lungo i fianchi. Non credo che gli stilisti vorranno mai più vestirmi. Non mi guardo più allo specchio, non sono più io». Alla fine dell’intervista, Linda Evangelista spiega il motivo per cui «sentiamo il bisogno di fare queste cose ai nostri corpi».


E racconta di aver «sempre saputo che sarei invecchiata. E so che ci sono cambiamenti che un corpo attraversa. Ma non pensavo che sarei stata così». Invece ora «non mi riconosco più fisicamente, ma non mi riconosco nemmeno più come persona. Lei  è quasi completamente scomparsa ma raccontare cosa mi è successo  spero possa aiutare almeno gli altri a non fare il mio stesso errore“.

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