Alla (ri)scoperta del Pilates

Le seguaci sono tante, alcune tra le celebrità più illustri: si parla di Uma Thurman, Liz Hurley, Courteney Cox Arquette, Jennifer Aniston, Sarah Jessica Parker, Jodie Foster, Madonna, Sharon Stone” Il perchè di tanto successo? Efficacia e versatilità: la posizione di base é praticabile persino in ufficio e in metropolitana, le applicazioni del metodo spaziano dall’estetica alla terapia.

Ogni corso di Pilates, che prende nome dal suo fondatore tedesco, tale signor Joseph, si basa sull’allenamento dei muscoli che permettono il bilanciamento del corpo e che servono da sostegno alla colonna vertebrale. Tutto parte dalla posizione fondamentale che prevede la contrazione di glutei, muscoli pelvici, addominali e dorsali, dedicata a raddrizzare e allungare la colonna. Si praticano movimenti da mantenere generalmente per qualche minuto, attività per la quale entrano in gioco i sei principi che guidano il metodo:


  • Concentrazione, che si mantiene in tutti i momenti dell’esercizio e che se esercitata permette di assumere maggiore consapevolezza del proprio corpo

  • Controllo

  • Fluidità nei movimenti

  • Precisione

  • Respirazione, fondamentale per la buona riuscita del metodo e che deve essere completa e fluida

  • Baricentro: ovvero il continuo mantenimento della posizione base e l’equilibrio che ne consegue

A essere sincera entro alla mia prima lezione di Pilates un po’ scettica e snob, reduce da anni di nuoto, sci, atletica e una ferrea educazione sportiva che mi ha religiosamente dedita all’equazione snellente intensa attività cardiaca = efficacia. Non mi convince stendermi sul tappetino e mantenere posizioni”almeno per i primi cinque minuti.

Poi inizia lo sforzo, l’agonia e la nuova consapevolezza che, anche senza saltare come un grillo, domani la vera impresa da campionessa sarà riuscire a scendere dal letto senza ululare per l’esercizio addominale.

L’aspetto divertente dell’attività? Oltre allo smacco a fin di bene che il mio ego aerobico incassa, la consapevolezza che l’insegnante non fa altro che riportare tutte noi, gambe incrociate a terra, all’infanzia e alle nostre prime lezioni di danza classica, inutile negare, dentro la trappola di tutina rosa e tutù ci siamo cascate, eccome, e ai consigli della nonna: “Dritta con la schiena!”.

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