30 Aprile 2021 |

Elliot Page da Oprah Winfrey: “Finalmente esisto per quello che sono”

di Alice Marchese

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  • Elliot Page è stato intervistato da Oprah Winfrey
  • Elliot racconta il suo percorso di transizione
  • Il coming out di Elliot

Da Oprah Winfrey un’intervista davvero toccante ha visto come protagonista Elliot Page. Il trentaquattrenne, precedentemente noto come Ellen Page, ha compiuto il suo percorso di transizione e si è commosso durante la chiacchierata con la famosa Oprah.

Elliot Page da Oprah Winfrey

«Ho sempre saputo di essere un maschio. Da bambino scrivevo delle lettere d’amore e le firmavo “Jason”». L’ha rivelato ad Oprah. La star di Juno e The Umbrella Academy, nel dicembre 2020, ha infatti svelato di essere transgender con una lettera condivisa su Twitter: «Adoro il fatto di essere trans. E adoro il fatto di essere queer. E più mi tengo vicino e abbraccio pienamente chi sono, più il mio cuore cresce».

Divorzio con Emma Portner

Oggi Elliot, nonostante il recente divorzio dalla moglie Emma Portner («Una decisione difficile») è felice: «Finalmente esisto per quello che sono. Per la prima volta nella mia vita sono in grado di essere me stesso e di essere produttivo, creativo. Sto semplificando troppo, ma sto davvero bene. Sento una grande differenza nel poter finalmente esistere giorno per giorno, minuto per minuto».

Elliot racconta il suo percorso di transizione

Durante il suo percorso di transizione da donna a uomo la più grande gioia è stato l’intervento per la rimozione del seno a cui si è sottoposto nei mesi scorsi. Ora quando esce dalla doccia e si guarda allo specchio non è più sopraffatto dal «panico»: «Mi dico semplicemente: eccomi qui. Posso toccare il mio torace e sentirmi a mio agio nel mio corpo» ha detto a Oprah trattenendo le lacrime: «Queste sono lacrime di gioia».

Guardarsi e non riconoscersi, questo aspetto della sua vita lo distruggeva giorno dopo giorno. «Quand’ero un bambino ero già un maschio al 100%. In ogni piccolo aspetto della mia vita sapevo chi ero, chi sono, e chi avrei voluto essere». Gli ostacoli sono sempre stati “fuori”. «Non riuscivo a capire quando mi dicevano: “No, non sei un maschio, e non potrai esserlo quando sarai più grande”. Ora finalmente sto riappropriandomi di quello che sono davvero, ed è bellissimo, straordinario, e anche doloroso, in un certo senso».

Il coming out

Il coming out è stato cruciale anche per la sua carriera, perché ha scatenato «un’esplosione di creatività, anche tra le persone accanto a me»: «Con un amico abbiamo scritto la nostra prima sceneggiatura, e io sto lavorando a un altro progetto ancora, e sto producendo della musica con un altro amico. Ho molta più energia rispetto al tempo in cui mi sentivo a disagio, in cui controllavo costantemente il mio corpo, in cui non stavo bene. Quanto alla recitazione, non so ancora cosa succederà. Di sicuro mi sento più sicuro, presente, connesso alla verità del momento».