Piercing, quali sono i rischi e i pericoli?

di Alice Marchese


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Il piercing (o body piercing) è molto diffuso come ornamento prettamente estetico. Chi si fa un piercing, sceglie la zona del proprio corpo forandosela per introdurre orecchini o oggetti in metallo.

Dove si può fare un piercing?

La scelta ricade unicamente su chi vuole farsi un piercing e può decidere più o meno qualsiasi zona. Quelle più comuni sono:

  • sopracciglia,
  • naso (nostril, septum e bridge),
  • lingua,
  • labbra,
  • ombelico,
  • capezzoli,
  • genitali
  • nell’uomo glande, prepuzio e scroto,
  • nella donna piccole e grandi labbra, prepuzio clitorideo e Monte di Venere.

Dal momento che stiamo parlando di un corpo estraneo, è fondamentale documentarsi prima. Fare un piercing può essere anche rischioso. Con l’adeguata informazione e il tatuatore esperto, il gioco è fatto. Un aspetto importantissimo è affidarsi a qualcuno che abbia un ambiente pulito e che sia un professionista. Ovviamente da non fare mai da soli a meno che voi non sappiate cosa state facendo.

Come si fa un piercing?

Per i normali buchi nei lobi delle orecchie viene usata una pistola usa e getta sterile, che spara l’orecchino nel lobo. Per le altre parti del corpo si pratica un foro nella pelle con un ago cannula, dopodiché l’operatore procede all’inserimento del gioiello o dell’orecchino. Di norma la foratura avviene senza bisogno di anestesia.

Cosa deve fare il piercer

Chi vi fa il piercing dovrebbe:

  1. lavarsi le mani con un sapone germicida prima di iniziare,
  2. indossare guanti sterili usa e getta (da aprire di fronte al cliente),
  3. usare strumenti usa e getta sterili,
  4. usare un ago nuovo.

Pistole: quali sono i rischi

Quelle sicure solo se usa e getta, o se dotate di ricariche usa e getta sterili, in modo che le parti che vengono a contatto con il cliente siano perfettamente sterili e mai utilizzate. Da evitare i negozi che fanno i piercing con una pistola riutilizzabile.

Valutare preventivamente con il proprio medico l’opportunità di procedere al piercing nel caso di:

  • diabete,
  • sistema immunitario indebolito (da HIV, chemioterapia, terapie cortisoniche, …),
  • cardiopatie (soprattutto valvolari),
  • assunzione di anticoagulanti e/o antiaggreganti,
  • tendenza alla formazione di cheloidi.
  • La pratica è infine assolutamente controindicata in gravidanza.

Infezione

L’infezione batterica è sicuramente la complicazione più comune legata ai piercing ed è caratterizzata dalla presenza attorno al foro di

  • gonfiore,
  • calore,
  • rossore,
  • dolore,
  • eventuale presenza di pus (liquido giallastro e maleodorante).

Nei casi più gravi, se l’infezione viene trascurata, può trasformarsi in ascesso e richiedere un drenaggio chirurgico, con il rischio di fastidiose ed antiestetiche cicatrici.

Altri rischi da tenere in considerazione

Anche se l’infezione è quello più comune, ma non è l’unico.

  • sanguinamento, che può verificarsi soprattutto nelle aree corporee particolarmente irrorate di sangue come la lingua,
  • gonfiore della pelle attorno al foro,
  • cicatrici (i soggetti con tendenza alla formazione di cheloidi dovrebbero astenersi dalla pratica),
  • reazioni allergiche (alcuni gioielli soprattutto quelli fatti di nickel, possono causare reazioni allergiche),
  • ferite o traumi (il gioiello del piercing può rimanere impigliato e lacerare accidentalmente la pelle, in questo caso possono essere necessari i punti di sutura o l’intervento chirurgico).

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