Merendine, “Queste non fatele mangiare ai vostri figli, non sono affatto sane”: lanciato l’allarme | Eppure i genitori le comprano sempre

di Redazione
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Molte merendine vendute nei supermercati italiani non sono adatte ai più piccoli: quali sono le migliori e le peggiori secondo Altroconsumo.

Ogni giorno milioni di genitori scelgono le merendine pensando a scuola, merenda o colazione. Comode, pratiche, dolci al punto giusto: sembrano la soluzione perfetta per lo stile di vita moderno. Eppure, non sempre quello che troviamo sugli scaffali dei supermercati è davvero adatto ai nostri figli.

Le etichette promettono bontà e ingredienti selezionati, ma spesso raccontano solo una parte della storia. Tra farine raffinate, zuccheri in eccesso e oli poco pregiati, alcune merendine si allontanano anni luce da quello che dovrebbe essere uno snack sano ed equilibrato per i più piccoli.

l marketing gioca un ruolo potente: mascotte colorate, spot coinvolgenti, jingles orecchiabili e confezioni che sembrano giocattoli sono pensati per catturare l’attenzione dei più piccoli e influenzare indirettamente le scelte dei genitori. Le merendine diventano così piccoli “premi” da mettere nello zaino o da concedere dopo i compiti, caricati di un valore emotivo che va ben oltre il semplice spuntino. Un meccanismo ben studiato, che trasforma un prodotto industriale in qualcosa di desiderabile e familiare, anche quando i valori nutrizionali non sono affatto all’altezza.

Il risultato? I bambini le vogliono e i genitori cedono, magari rassicurati dalla presenza di latte, cereali o frasi come “con meno zuccheri”. Ma quanto sono davvero sane le merendine più vendute nei supermercati italiani?

Una guida per orientarsi tra gli scaffali

Altroconsumo ha deciso di rispondere con i numeri, analizzando le merendine più diffuse. Ha valutato la qualità nutrizionale, gli ingredienti e la trasparenza dell’etichettatura, stilando una classifica che include sia marchi famosi che prodotti dei discount. Il risultato non è confortante. Pochi prodotti superano la sufficienza. Su decine di merendine analizzate, quella con il punteggio più alto ha ottenuto appena 53 su 100. Tra gli aspetti peggiori: zuccheri troppo elevati, grassi saturi e farine di bassa qualità.

Ecco le prime 10 merendine secondo Altroconsumo (con punteggio decrescente): Esselunga Equilibrio – Tortino con grano saraceno, mais e riso senza glutine: 53; Esselunga Bio – Plumcake: 49; Coop – Plum cake integrale: 49; Mulino Bianco – Pan Goccioli: 48; Mulino Bianco – Flauti cioccolato: 48; Esselunga Equilibrio – Fiorelle integrali: 47; Mulino Bianco – Flauti al latte: 46; Esselunga – Plumcake allo yogurt: 46; Motta – Buondì classico: 46; Esselunga – Pandolci con gocce di cioccolato: 46. Sotto i 46 punti, invece, troviamo: Mulino Bianco – Ricche di fibre Camille: 46; Motta – Girella: 45; Dolciando (Eurospin) – Tortini con carote e mandorle: 45; Coop – Croissant zuccherati: 45; Kinder – Colazione Più: 44; Coop – Plum cake preparati con yogurt: 44; Mulino Bianco – Plumcake integrale: 44; Bahlsen – Tam Tam tortine cioccolato: 44; Kinder – Brioss: 44; Kinder – Brioss integrale: 44.

Merendine classifica Altroconsumo_Donnaclick

Snack supermercato(Depositphotos.com) Donnaclick.it

Merendine bocciate: attenzione a cosa finisce nello zaino

Altroconsumo, nel suo test del 2025, lancia un messaggio netto rivolto ai genitori: la maggior parte delle merendine in commercio non è adatta ai bambini. Non per il gusto, ma per l’impatto nutrizionale che può avere se consumata regolarmente.

Eppure le vendite non calano. I genitori continuano a comprarle. Complici abitudini consolidate, tempo ridotto e pubblicità accattivanti, si tende a sottovalutare il rischio. Ma sapere quali merendine evitare – e quali preferire – può fare la differenza nella dieta quotidiana dei più piccoli. Senza contare che l’abitudine a sapori ultra-dolci rischia di alterare il palato dei bambini, rendendo meno graditi cibi sani come frutta o yogurt naturale. Per questo è fondamentale che i genitori non si lascino guidare solo dal gusto o dalla praticità, ma imparino a leggere le etichette con spirito critico. Un piccolo gesto consapevole oggi può significare una salute migliore domani.

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