Fungo Reishi, tutte le proprietà e le controindicazioni da conoscere

Il fungo Reishi è un micete coltivato, fin dai tempi antichi, nei paesi orientali come Cina e Giappone e da sempre ritenuto un alimento prezioso grazie alle sue proprietà. Conosciuto in occidente con il nome di Ganoderma Lucidum, questo preziosissimo alimento è ricco di principi attivi che hanno effetti paragonabili a quelli dei farmaci tanto che, da qualche tempo, viene inserito anche in diete e cure mediche per cercare di apportare benefici al paziente. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul fungo reishi: proprietà benefiche e controindicazioni.

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Le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum

Tra le principali proprietà benefiche del fungo Reishi certamente la più nota, per chi segue una dieta dimagrante, è la sua capacità di accelerare il metabolismo, tanto da essere impiegato nella preparazione di integratori alimentari per la perdita di peso.

Oltre a contenere sostanze in grado di stimolare la produzione di insulina e di conseguenza abbassare la glicemia, e per questo essere impiegato come coadiuvante negli individui affetti da diabete, il fungo reishi ha proprietà antipertensive ed antitrombotiche poiché, oltre ad essere un vasodilatatore, riesce a fluidificare il sangue combattendo le principali cause di infarti e ictus. Inoltre, grazie alla sua capacità di bruciare i grassi, è impiegato anche come deterrente all’aumento del colesterolo, rendendolo un valido aiuto per i cardiologi di tutto il mondo.

Per diversi secoli il fungo Ganoderma, è stato utilizzato in medicina sia come antistaminico, in quanto contiene degli acidi in grado di inibire la produzione di istamina, che come immunostimolante per combattere lievi infezioni sia batteriche che virali.

Le controindicazioni del fungo Reishi

Sebbene non sembrerebbero esserci, ad oggi, delle controindicazioni all’assunzione del fungo Reishi, la comunità medica internazionale, a scopo preventivo, ne sconsiglia l’impiego in alcune situazioni come ad esempio in gravidanza e in allattamento, al fine di evitare squilibri psico-fisici, dopo un trapianto, poiché l’azione immunostimolante potrebbe provocare piccoli fenomeni di rigetto, e in concomitanza all’assunzione di farmaci anticoagulanti per evitare l’insorgere di emorragie e, ovviamente, in caso di allergia ai funghi in generale.

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