Il divorzio breve: ex coniugi oggi ma genitori per sempre

La grande “rivoluzione” sul divorzio breve tanto desiderata in Italia, perché considerato l’unico paese “démodé” sotto questo aspetto, è arrivata. Si canta vittoria ovunque con il divorzio breve, in pratica ci si potrà dire addio in sei mesi, al massimo in 12.

In sei mesi concordemente ci si dirà addio, con figli, senza figli: è indifferente.
Quando due persone si dicono addio smettono di essere marito e moglie e divengono ex- coniugi senza, alle volte, pensare che quando ci sono dei figli non potranno mai diventare ex-genitori. Dal rapporto genitoriale non si può mai prescindere.  Diritti e doveri genitoriali spesso vengono soffocati e dimenticati a causa del rancore e della rabbia che si prova nei confronti dell’ex coniuge.  Proviamo invece a sforzarci per il bene dei figli anche quando ci si trova di fronte a un’inevitabile separazione/divorzio, insegnando loro che può capitare in un cammino lungo che l’amore per il proprio compagno si esaurisca, e che certe scelte diventino inevitabili, ma che comunque vada, il rapporto tra genitori e figli rimarrà pressoché immutato. Non si è più marito e moglie, ma si rimane comunque una famiglia.

Ma passando all’aspetto puramente legale e guardando brevemente cosa cambia con la nuova riforma, con l’inciso che è applicabile anche ai giudizi in corso, possiamo notare che prevede due termini diversi, a seconda della tipologia di separazione.

A) Il termine di sei mesi decorrenti da:

  • dalla data di comparizione dei coniugi di fronte al Presidente del tribunale in caso di separazione consensuale;
  • dalla data di comparsa dei coniugi di fronte al Presidente del tribunale in caso di mutamento della separazione da giudiziale in consensuale,
  • dalla data certificata dell’accordo di separazione in sede negoziale;
  • dalla data dell’atto di accordo concluso innanzi all’Ufficiale dello stato civile.

B) Il termine di dodici mesi in caso di separazione giudiziale, decorrenti dalla data di comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del tribunale

Chiariamo prima cos’è la separazione. La “separazione” secondo la legge italiana non è il semplice vivere in case diverse, bensì ottenere il consenso dal giudice per divorziare. Come potete notare, il discrimine temporale più o meno lungo, dei 6 ovvero 12 mesi, dipende dalle diverse modalità con la quale i coniugi sono giunti alla separazione.

Lo scopo del legislatore sembra quello di preferire “premiare” coloro i quali hanno intrapreso una separazione consensuale, molto probabilmente nell’ottica di favorire sempre di più l’opera di degiurisdizionalizzazione del contenzioso, così come ha già attuato altre misure volte a definire l’arretrato dei processi civili, quali le nuove norme sull’arbitrato, la mediazione e la negoziazione assistita dagli avvocati.

Infine, divorziare oggi dal coniuge è più immediato di prima ma divorziare dai figli è impossibile. Il divorzio breve non deve essere inteso come una liberazione dal “passato”. La mia speranza è che gli ex coniugi non diventino mai e poi mai ex genitori.

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