Villocentesi: pillole di sapere

di francesca


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I villi coriali sono costituiti da cellule di origine fetale. L’esame dei villi coriali si effettua con una cannula di aspirazione per via vaginale.

Quando fare la villocentesi?
Il prelievo si puà fare tra la 9 e la 12esima settimana.

A che cosa serve la villocentesi?
Serve ad effettuare la diagnosi di problemi cromosomici del feto, quali la sindrome di Down. Non si ricercano le malattie genetiche se non c’é un’indicazione precisa, come precedenti casi in famiglia di una certa malattia. Questo perchè le malattie genetiche sono migliaia, e non é possibile testarle tutte.
La precocità del prelievo rispetto all’amniocentesi permette alla futura mamma di sapere se nella sua gravidanza vi sono gravi anomalie fetali e se é il caso di interrompere la gravidanza.

A chi va consigliata la villocentesi?
L’esame viene proposto alle pazienti ad elevato rischio di anomalie cromosomiche quali:


  • età materna superiore a 35 anni;

  • aumentato rischio di patologia cromosomica in base alla valutazione ecografica della translucenza nucale;

  • precedente figlio affetto da anomalia cromosomica;

  • genitori portatori di alterazioni cromosomiche;

  • Inoltre, in caso di rischio per alcune malattie ereditarie (talassemia Alfa e Beta, emofilia A e B, fibrosi cistica ecc.) puà essere effettuata l’analisi del DNA.

Quali rischi comporta la villocentesi?
Essendo la villocentesi un esame cosiddetto invasivo, puà comportare dei rischi per l’ evoluzione della gravidanza. Si puà infatti stimare che vi possa essere un rischio di aborto pari al 1%.

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