Linguaggio dei neonati, come interpretarlo correttamente

di Veronica Picazzo
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Quello dei neonati è un linguaggio fatto per lo più  di gesti e di pianti, ed è proprio attraverso il pianto che il bambino riesce a comunicare al genitore esigenze e necessità, ma sta alla mamma e al papà cercare di comprenderlo per capire esattamente di che cosa ha bisogno il proprio figlio in un determinato momento.

All’inizio ovviamente è tutto nuovo, tutto più complicato, ma mano diventa più semplice capire anche soltanto attraverso il pianto dei neonati, quale sia la necessità del caso o il problema da risolvere, perché molto spesso più che una richiesta è la comunicazione di un disagio.

Neonati che piangono, cosa significa

C’è sempre un motivo e una giustificazione per il pianto, ed è importante cercare di capire di volta in volta quale sia la necessità del nostro piccolo. La fame, per esempio, di solito si manifesta con un pianto insistente e incessante: in questi casi il bambino tende a tenere le mani chiuse stringendo i pugni. Il pianto è anche sinonimo di stanchezza e di sonno, è un pianto lamentoso che somiglia a una vera e propria cantilena. Ma per fortuna da lì a poco il bimbo dovrebbe dormire.

I neonati però piangono anche per noia e coliche, nel primo caso tendono a piagnucolare per una chiara richiesta di attenzioni, nel secondo caso invece, molto diffuso soprattutto durante i primi mesi di vita del bambino, il pianto tende a presentarsi verso sera, è continuo e costante e difficile da calmare. In caso di coliche, inoltre, i bambini tendono a rannicchiarsi portando le ginocchia verso l’addome.

Il linguaggio del corpo

Come gli adulti i neonati comunicano anche con il corpo, tutti piccoli gesti a cui un genitore dovrebbe prestare attenzione fin da subito. Cominciamo dagli occhi, che servono proprio per comunicare sonno e stanchezza quando sono arrossati ma anche quando sono letteralmente sbarrati. I bambini piccoli tendono a comunicare il sintomo della fame increspando le labbra e arricciando la lingua sui lati, oppure portando le mani alla bocca. Quando invece agitano le braccia molto velocemente è probabile che ci sia un problema e che il piccolo avverta dolore da qualche parte. Le smorfie, infine, possono esplicitare un fastidio o un disagio, sta al genitore capire di che si tratta esattamente.

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