Parto in acqua, quali sono i pro e i contro, cosa sapere

di Alice Marchese


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Il parto in acqua è una pratica divenuta sempre più popolare e frequente tra le future mamme. Uno degli obiettivi è quello di rendere quel momento più leggero e meno doloroso possibile. Spesso il parto è temuto per via del trauma che inevitabilmente causa ed eventualmente per quello che potrebbe succedere al bimbo. Ma come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro.

Parto in acqua

L’acqua ha la capacità di rendere questa esperienza più rilassante possibile. Ha un effetto benefico sulla muscolatura, aiuta il respiro e migliora la percezione del olore. Le evidenze scientifiche dimostrano che l’immersione riduce sia la richiesta di anestesia epidurale e spinale sia la durata del travaglio, rendendo le donne più attive e partecipi alla nascita.

Come partorire in acqua

Come riporta il sito chicco.it, la donna si immerge in una vasca per parto contenente acqua calda, dove è libera di muoversi, di stare accovacciata, di galleggiare, di alzarsi, di uscire e di rientrare quando vuole. La temperatura durante il travaglio è mantenuta intorno ai 36 gradi e si alza a 37 gradi quando si avvicina il momento dell’espulsione. L’ostetrica e il ginecologo sono sempre presenti e controllano il battito cardiaco del bambino e della mamma e diversi altri parametri. Esistono in rete molti video di parto in acqua in ospedale che permettono di seguire nel dettaglio tutte le fasi del parto in acqua.

Parto in acqua in casa: i costi

Partorire in acqua in casa è possibile, ma bisognerà pensare ai costi e attrezzarsi. Bisogna infatti noleggiare una piscina per il parto, il costo è di circa 400 euro a seconda del tipo che si sceglie. È necessario noleggiare, per questioni di igiene e sicurezza, anche il telo copri vasca monouso, che resta poi a contatto col corpo della madre durante il parto. Esistono associazioni di ostetriche specializzate che offrono questo servizio a prezzi contenuti, portando direttamente con sé la piscina gonfiabile. Ti consigliamo comunque di consultarti prima di tutto col tuo ginecologo di fiducia, e una volta ottenuto il via libera, puoi cercare delle ostetriche specializzate nel parto in acqua in casa, nella città in cui vivi.

Ci sono controindicazioni?

Il parto in acqua di base non ha particolari rischi o controindicazioni. Ma bisogna tenere a mente alcuni accorgimenti. Dunque è sconsigliato quando la fase espulsiva non procede nei tempi giusti, quando il travaglio si protrae troppo a lungo, se il liquido amniotico è tinto oppure se si temono complicazioni. Sono controindicazioni assolute il parto podalico, il parto gemellare e prematuro. Anche in assenza di rischio, è importante informarsi in anticipo con l’ostetrica o con il ginecologo, valutando i pro e contro del parto in acqua e accertandosi che la struttura si attenga rigorosamente ai protocolli.

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