Bambini: cosa fare in caso di vomito e diarrea

Le cause dalla gastroenterite
Si tratta di microrganismi: più spesso virus (il Rotavirus o gli Adenovirus), talvolta batteri (più frequentemente salmonelle).

Le infezioni virali sono più frequenti in inverno, e sono caratterizzate da vomito ripetuto ma che tende presto ad autolimitarsi, e diarrea acquosa.

Le infezioni batteriche sono più frequenti nel periodo estivo. Se la diarrea è mucosa o muco-ematica (con sangue), sono presenti dolori addominali e febbre, è probabile che l’infezione sia di tipo batterico.
In entrambi i casi, il risultato del’infezione è una distruzione del rivestimento dell’intestino, con incapacità a digerire i cibi (in particolare latte e latticini, che peggiorano infatti la diarrea) e produzione di muco e, nei casi più importanti, di sangue.

Se è interessato lo stomaco, si manifesta il vomito, segno anch’esso dell’impossibilità di digerire i cibi.
Talvolta vomito e diarrea possono, invece, essere dovuti a intossicazioni o a allergie o intolleranze alimentari.

Come comportarsi in caso di vomito e/o diarrea nel bambino?
Con la diarrea e il vomito il corpo perde molti liquidi ed elettroliti (sali minerali).
È importante mantenere il digiuno per alcune ore, finché il vomito non si è fermato e le scariche di diarrea ridotte. Nel frattempo il piccolo deve essere reidratato.
La reidratazione si fa per bocca, i caso di vomito in modo molto graduale: attendendo una mezz’ora dall’ultimo episodio, si inizierà con un cucchiaino piccolo o un contagocce (o comunque a piccoli sorsi, se il bimbo sa regolarsi da solo) ogni 5 minuti, per poi aumentare in modo molto graduale. Questo passaggio è molto importante poiché eccedere potrebbe portare a nuovi episodi di vomito in cui il bambino perderebbe più liquidi di quelli appena introdotti.

Cosa dare da mangiare e bere al bambino
La reidratazione, in caso di forte diarrea, è da fare preferenzialmente con le soluzioni glucosaline presenti in commercio, che possono essere sostituite con un preparato casalingo ottenuto con un litro di acqua, un cucchiaino di sale, una decina di cucchiaini rasi di zucchero e succo di limone. Oppure, the al limone zuccherato e fette biscottate.
Dopo alcune ore (c’è chi parla di 4-6 ore, e chi consiglia maggiore prudenza e comunque si seguirà l’appetito del bambino) è possibile iniziare a somministrare alimenti solidi.
Poiché talvolta viene temporaneamente persa la capacità di digerire il latte, è possibile doverlo sostituire con formule apposite.
Il latte materno invece non deve essere mai interrotto.
Nei bambini svezzati si inizia con amidi (riso, fette biscottate, pastina ma in quantità limitate), banana, carni bianche, mela. Se tutto procede regolarmente, in pochissimi giorni si può tornare a un’alimentazione normale.
Secondo alcuni, anche latte e latticini andrebbero reintrodotti in modo veloce. Secondo altri, è meglio farlo con prudenza, lasciando il latte come ultimo alimento e in piccole quantità, da aumentare gradualmente: questo perché la sua reintroduzione precoce potrebbe scatenare di nuovo la diarrea.

I farmaci per vomito e diarrea
Non tutti sono concordi nell’uso di farmaci antivomito, il cui utilizzo verrà valutato di volta in volta dal medico. Anche l’uso di farmaci antidiarroici è da evitare, almeno nelle fasi iniziali, in quanto vomito e diarrea sono, al pari della febbre, difese messe in atto dall’organismo.
I fermenti lattici, invece, si sono rivelati utili una volta rallentata la diarrea (prima, vengono eliminati con le feci e sono dunque inutili).
Le soluzioni glucosaline sono molto utili nella reidratazione, ma non sempre ben accette: un consiglio è quello di tenerle in frigorifero, poiché fredde vengono tollerate meglio.
Il problema degli arrossamenti al sederino, molto frequente in caso di diarrea, può essere tamponato proteggendo la pelle con pomate all’ossido di zinco e, soprattutto, riducendo con tutti gli accorgimenti sopra descritti la frequenza delle scariche diarroiche.
In caso di febbre, il paracetamolo può essere somministrato per bocca, se la diarrea è prevalente, o tramite supposte, se sono ancora in corso episodi di vomito frequenti.
Infine, l’uso di antibiotici è raro e non sempre necessario nemmeno in caso di gastroenteriti batteriche.

Quando preoccuparsi?
Ciò che deve preoccupare, e che talvolta richiede il ricovero, è il rischio di disidratazione.
Mettendo in atto i comportamenti sopra descritti, gran parte degli episodi si risolve senza il ricovero.
È importante, però, pesare il bambino all’inizio della gastroenterite e monitorare il peso: un calo è normale, ma quando esso supera il 5% bisogna mettersi in allarme e se arriva al 10% di solito il bambino viene ricoverato per praticare la reidratazione tramite flebo.
Se il bambino è molto piccolo, o presenta vomito ripetuto che non gli permette di ingerire liquidi nemmeno in piccole quantità, se è molto prostrato e il suo aspetto vi preoccupa, rivolgetevi sempre al medico.

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