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Simone Cristicchi: “Ho avuto la scorta in teatro per tre anni e mezzo”

Dopo l’annuncio dei 30 artisti che prenderanno parte alla prossima edizione del Festival di Sanremo, si sono già accese polemiche riguardo ai testi sessisti che hanno spesso caratterizzato la produzione musicale di diversi rapper in gara.

Il Codacons, attraverso una nota ufficiale, ha espresso tutto il suo disappunto, sottolineando l’inadeguatezza di includere nella competizione artisti noti per l’utilizzo di un linguaggio retrogrado e violento. L’associazione, guidata da Carlo Rienzi, ha evidenziato l’urgenza di un cambio di rotta nella scelta dei partecipanti, in linea con i valori di inclusività e rispetto.

Nel programma radiofonico “Che Rimanga tra noi”, trasmesso su Radio Cusano Campus e in radiovisione su Cusano Italia TV, il cantautore Simone Cristicchi è intervenuto sul tema, soffermandosi sull’importanza del pensiero libero, sul ruolo della politica nella cultura musicale e sull’urgenza di riscoprire il valore della canzone d’autore.

“Mi reputo una scheggia impazzita”

“Sono un disertore che non ha bisogno di disertare. Mi reputo una scheggia impazzita sia della musica che del teatro e ho sempre trovato un grande affetto da parte del pubblico per questa mia coerenza, credo che ognuno faccia sempre scelte secondo coscienza. Mi viene in mente lo spettacolo ‘Magazzino 18’ per cui sono stato molto criticato da una certa sinistra, anzi mi sono inimicato tutta una parte politica, ma non mi è interessato granché perché a me premeva raccontare la storia del confine orientale, la tragedia delle foibe e l’esodo cristiano dalmata e questo è stato un prezzo che ho pagato a livello politico”, ha commentato Cristicchi.

“Ho avuto la scorta in teatro per tre anni e mezzo”

“Ho avuto la scorta in teatro per tre anni e mezzo, ci tengo a dire che all’interno della sinistra ci sono personaggi che mi hanno difeso, primo tra tutti Michele Serra, che mi dedicò addirittura un’Amaca su Repubblica, un pensiero bellissimo che ha avuto sulla libertà di espressione, di pensiero dell’arte in generale, quindi non è tutto di un colore o di un altro, ci sono anche le sfumature e al di là di questo io mi sono sempre sentito un libero pensatore” ha aggiunto il cantautore.

Sanremo dà spazio a tutti e secondo me non può che essere una bella notizia, poi ci sono artisti che non apprezzo e altri che amo profondamente, ma si tratta di gusti strettamente personali. Totò dice una frase geniale ‘non ti piace, e tu non lo guardare’, possiamo quindi cambiare canale in certi momenti, non ci sono imposizioni dall’alto ma la libera scelta di seguire o meno un cantante o un artista in generale se risponde al tuo gusto e ovviamente al tuo livello intellettuale. Avendo letto i nomi dei miei colleghi che sono a Sanremo quest’anno, mi sento di dire che ho un bellissimo cast intorno, il plauso a Carlo Conti è di aver fatto tornare il cantautorato dopo tanto tempo sul quel palco visto che se ne era proprio persa traccia”, ha concluso Simone Cristicchi.

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