Reddito di cittadinanza: ecco cosa cambia dal 2023

di Romina Ferrante

La stretta sul reddito di cittadinanza diventerà presto realtà, con il taglio netto delle mensilità, requisiti più stringenti a partire da gennaio 2023, fino alla cancellazione definitiva della misura nel 2024.

La legge di Bilancio, in attesa di approvazione al Senato, riguarderà 860 mila percettori del reddito di cittadinanza, i cosiddetti “occupabili”, senza minori o anziani a carico e introdurrà nuove regole e modalità di elargizione del sussidio.

Ecco cosa succederà a partire dal 2023.

Sussidio per soli 7 mesi

Il sussidio resterà in vigore nelle modalità attuali per i non occupabili, gli over 60 e chi ha figli a carico per il 2023. Per tutti gli altri a partire dal 1° gennaio 2023, il reddito di cittadinanza sarà elargito per soli 7 mesi con l’obbligo di accettare un’eventuale offerta di lavoro. Trascorsi i 7 mesi se l’interessato non ha ancora trovato un lavoro potrà richiedere il reddito, decurtato però del 25%.

Decade l’offerta “congrua”

Tra le ultime modifiche parlamentari c’è la cancellazione dell’offerta congrua. Non si potrà più rifiutare nessuna offerta di lavoro, pena la cancellazione del sussidio. Fino ad oggi sono state considerate “congrue” le offerte relative a posti di lavoro entro 80 chilometri dal domicilio del beneficiario, raggiungibili in 100 minuti con mezzi di trasporto pubblici e in linea con l’esperienza pregressa maturata dal lavoratore. Il sottosegretario Claudio Durigon ha però dichiarato che per tutto il 2023 resterà il criterio della distanza geografica.

Per gli under 29 RdC condizionato all’obbligo d’istruzione

Dal primo gennaio 2023 l’erogazione del reddito di cittadinanza ai giovani tra i 18 e i 29 anni sarà condizionata alla frequenza di percorsi formativi o comunque funzionali all’adempimento dell’obbligo scolastico. In questo modo si cerca di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica in Italia (secondo l’Istat oggi al 12,7% nella fascia tra i 18 e i 24 anni).

Quota affitto direttamente ai proprietari

I beneficiari non avranno più a disposizione la quota per l’alloggio, che sarà trasferita direttamente ai proprietari delle case. La quota per l’alloggio prevista in caso di abitazione in affitto sarà, infatti, trasferita direttamente ai proprietari delle case.

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