Benessere

Tumori, melanoma in aumento tra gli under 50: l’importanza della diagnosi precoce

I casi di melanoma in Italia sono in costante aumento: 25 ogni 100 mila abitanti. Il melanoma è un tipo di cancro che origina dalle cellule della pelle chiamate melanociti, responsabili della produzione del pigmento chiamato melanina, che dà colore alla pelle, ai capelli e agli occhi. A differenza di altri tumori cutanei, il melanoma è particolarmente aggressivo e ha una tendenza a diffondersi rapidamente ad altre parti del corpo se non trattato tempestivamente.

I fattori di rischio includono l’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UV), una storia familiare di melanoma e la presenza di numerosi nei o nei atipici, ma anche l’obesità e un cattivo stile di vita.

Nel nostro Paese il fenomeno interessa soprattutto la popolazione under 50 che in età giovanile si è esposta per lunghi periodi al sole con tanto di olio abbronzante. Questo potrebbe aver procurato dei danni irreparabili al nostro DNA.

Si tratta del terzo tumore più frequente per questa fascia di popolazione (nel 2023 sono state stimate circa 12.700 nuove diagnosi, di cui 7.000 tra gli uomini e 5.700 tra le donne).

Prevenzione e diagnosi precoce: armi vincenti contro il tumore

Secondo la IARC (International Agency for Research in cancer) i raggi ultravioletti sono cancerogeni tanto quanto il fumo di sigaretta.

La diagnosi precoce attraverso esami dermatologici regolari è cruciale per il trattamento efficace, che può includere la rimozione chirurgica, la chemioterapia, la radioterapia o terapie mirate a seconda dello stadio del tumore. La prevenzione, tra cui l’uso di protezione solare e l’evitamento delle scottature, è essenziale per ridurre il rischio di sviluppare il melanoma.

Se il tumore viene preso in tempo c’è, però, una buona probabilità di sopravvivenza: 88% per gli uomini e 91% per le donne a cinque anni di distanza dalla diagnosi.

Ad oggi lo screening e la diagnosi precoce restano la nostra unica arma a disposizione per contrastare i melanomi che solo nel 10% dei casi sono ereditari. Le mutazioni genetiche causate dai raggi ultravioletti innescano dei processi a catena che portano alla formazione di tumori della pelle.

Grazie alla ricerca è stato in questi anni possibile aprire la strada a nuove cure immunoterapiche che hanno ampliato l’aspettativa di vita dei pazienti con melanoma. Questo genere di cure è d’aiuto anche dopo la rimozione chirurgica per ridurre al minimo il rischio di recidiva.

Nonostante siano stati fatti dei grandi passi avanti dalla medicina e questo tumore non faccia più paura come un tempo è importante non prendere sottogamba la questione. Un neo sospetto non va mai trascurato e la prevenzione e una diagnosi precoce restano l’unica strada da percorrere per garantirsi un’alta probabilità di guarigione. Più tardi viene diagnosticato il melanoma, più sarà difficile curarlo.

Foto da Depositphotos.com

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