Arrestata Rosalia Messina Denaro, la sorella del boss: cosa faceva

di Manuela Zanni


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“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” dice un famoso detto, ciò è vero (purtroppo) anche quando l’uomo è tutt’altro che grande, o meglio, quando la sua ‘grandezza’ consiste nell’essere l’ultimo dei boss di cosa nostra, arrestato dopo 30 anni di latitanza. Stiamo parlato di Matteo Messina Denaro e dell’arresto della sorella Rosalia. Scopriamo, di seguito, il motivo della cattura della sorella del boss.

Arrestata Rosalia Messina Denaro, la sorella del boss: il motivo

Rosalia Messina Denaro è la prima delle quattro sorelle del capomafia. Il motivo del suo arresto è stato  “aver provveduto al mantenimento  del boss durante la latitanza e di aver tenuto le relazioni con gli altri mafiosi attraverso i (tristemente) famosi “pizzini”  trovati nella sua abitazione che hanno costituito la chiave per l’arresto del boss.

Rosalia Messina Denaro arrestata perché “Gestiva i pizzini del boss”

Per anni ha coperto la latitanza del fratello, il boss Matteo Messina Denaro, ha tenuto la cassa della «famiglia» dalla quale il padrino trapanese ha attinto copiosamente per le sue spese e ha gestito la rete di trasmissione dei «pizzini» che hanno consentito al capomafia di tenere i rapporti con i suoi e disporre delle questioni economiche e strategiche di cosa nostra. Un ruolo di primo piano quello conquistato da Rosalia Messina Denaro , prima delle quattro sorelle del boss, che oggi è stata arrestata dai carabinieri del Ros con l’accusa di associazione mafiosa. I militari stanno anche effettuando perquisizioni nel Trapanese.

Rosalia Messina Denaro

I ‘pizzini’ di Rosalia Messina Denaro

L’indagine sui ‘pizzini’ di Matteo Messina Denaro

Un’indagine coordinata dalla Procura di Palermo che ha aggiunto un altro tassello alla complessa ricostruzione della lunghissima latitanza di Matteo Messina Denaro. È stato proprio un “pizzino” dettagliato, scritto da Rosalia, sulle condizioni di salute del fratello e da lei nascosto nell’intercapedine di una sedia, a dare agli investigatori l’input che ha portato, il 16 gennaio scorso, all’arresto del capomafia. Il particolare emerge dall’inchiesta del procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dell’aggiunto Paolo Guido che ha portato all’arresto di oggi per associazione mafiosa. L’appunto è stato scoperto dai carabinieri del Ros, il 6 dicembre scorso, mentre piazzavano delle cimici nella sua abitazione.

Chi é Rosalia Messina Denaro

Donna dalla incrollabile fede mafiosa Rosetta, come la chiamano in famiglia, ha sposato Filippo Guttadauro, fratello del capomafia di Brancaccio, Giuseppe, in carcere al cosiddetto ergastolo bianco dopo aver scontato 14 anni per associazione mafiosa. Stessa sorte ha avuto il figlio maschio della donna, Francesco, il nipote prediletto di Messina Denaro che sta espiando una condanna definitiva a 16 anni sempre per mafia. La figlia Lorenza Guttadauro, avvocato, assiste lo zio dal giorno del suo arresto.

Il clan Messina Denaro

Una vero e proprio clan criminale quello dei Messina Denaro con don Ciccio capostipite della famiglia di sangue e di quella mafiosa. Lo trovarono morto il 30 novembre del 1998, mentre era latitante da otto anni, vestito di tutto punto e pronto per la sepoltura. Una telefonata giunta al centralino del commissariato di Castelvetrano avvertì la polizia che c’era un cadavere per strada. Dei suoi 6 figli l’erede al ‘trono’, Matteo, è finito in cella dopo 30 anni di latitanza, mentre Salvatore, primogenito, scarcerato nel 2006 dopo avere scontato una lunga condanna per mafia, è stato riarrestato nel 2010 con le stesse accuse.

Le donne del clan

Anche le figlie femmine di don Ciccio non sono state da meno degli uomini:  Patrizia, per anni  tramite dei messaggi del fratello ricercato, sconta una condanna a 16 anni e detenuto è anche il marito Vincenzo Panicola. Pesanti guai giudiziari hanno avuto anche i mariti delle due sole figlie ancora libere: Bice e Giovanna. Il consorte di Giovanna, Rosario Allegra, è morto in carcere nel 2019, quello di Bice, Gaspare Como, è ancora dietro le sbarre. E oggi, per mantenere la tradizione mafiosa di famiglia, anche la primogenita Rosetta è finita in carcere.

 

 

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