Svolta sul femminicidio: via libera unanime alla legge sulle spoglie

di Redazione
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Via libera definitivo e unanime dell’aula della Camera alla proposta di legge che introduce la decadenza dall’esercizio di ogni diritto e facoltà in materia di disposizione delle spoglie mortali della vittima nei confronti del coniuge, del parente prossimo, del convivente o del partner condannato per femminicidio.

La norma stabilisce una preclusione assoluta: i soggetti condannati non potranno esercitare alcun diritto relativo a tumulazione, inumazione o cremazione del cadavere durante il procedimento giudiziario e, in ogni caso, sarà vietata la cremazione fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

Si tratta di un intervento che incide direttamente su un vuoto normativo rimasto aperto fino ad oggi.

Bongiorno: “Colmiamo un vuoto normativo”

La presidente della commissione Giustizia del Senato e prima firmataria del provvedimento, Giulia Bongiorno, ha espresso soddisfazione per l’approvazione.

Le sue parole sono nette:

“Grande soddisfazione per la votazione all’unanimità del provvedimento a mia firma che sarà utilissimo sul piano probatorio. Colmiamo un vuoto normativo per cui finora, paradossalmente, il carnefice poteva disporre delle spoglie di una vittima: un uomo che uccide poteva decidere se cremare o seppellire il corpo della donna uccisa. Per noi è una norma di civiltà, che vuole evitare un’ulteriore ferita per tante vittime di femminicidio e cioè la dispersione di prove essenziali per mano dell’autore del reato”.

La ratio della legge è esplicitamente probatoria: impedire che chi ha commesso l’omicidio possa incidere sulla conservazione del corpo, potenziale fonte di elementi investigativi determinanti.

Cosa cambia concretamente

Il provvedimento introduce due livelli di tutela:

  1. Divieto assoluto di esercitare diritti sulle spoglie nelle more del giudizio.
  2. Divieto di cremazione fino al passaggio in giudicato della sentenza.

In questo modo si impedisce la distruzione definitiva di possibili prove attraverso la cremazione.

FAQ

Chi perde il diritto di decidere sulle spoglie?

Il coniuge, convivente, partner o parente prossimo condannato per femminicidio.

La cremazione è sempre vietata?

È vietata fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

Perché è stata introdotta questa norma?

Per evitare la dispersione di prove e colmare un vuoto normativo che permetteva al carnefice di disporre del corpo della vittima.

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