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6 consigli per scegliere la colf, la tata e la baby-sitter perfetta per ogni esigenza

Società - 29 maggio 2017 Vedi anche: Home Economist, Lavoro, Professioni al femminile

In questa intervista, la Home Economist Daniela Mosca ci regala 5 consigli per scegliere la colf, la tata e la baby-sitter perfetta per ogni esigenza. Come e dove cercare un aiuto in casa con bambini e servizi? Ecco tutto

La scelta della colf, della tata e della baby sitter è una scelta delicatissima e difficile. Come ci si deve muovere per trovare la persona giusta?

In effetti, è una a scelta molto delicata e personale sulla quale impattano numerosi fattori, dal numero dei figli, al monte ore per cui si cerca un aiuto e non per ultimo le mansioni che si vogliono affidare alla persona in questione.

Sempre più spesso infatti c’è una ricerca di personale molto qualificato e soprattutto per ragioni pratiche si mettono insieme due competenze della tata-colf: una persona che deve essere brava e attenta con i bambini, in grado di accudirli quando sono malati, che sappia giocare con loro ma anche brava a pulire la casa, che sappia cucinare, stirare e se possibile essere anche madre lingua inglese.

Capisci che le variabili in gioco possono essere davvero numerose e trovare una persona che soddisfi tutte queste richieste insieme molto difficile per cui credo che la cosa giusta sia fare un’attenta analisi dei propri bisogni, dare delle priorità, e in base a queste orientare le proprie scelte.

Se poi si riscontrano delle carenze credo che l’atteggiamento giusto sia quello di dare loro modo di imparare, dedicando tempo e pazienza a spiegare le cose piuttosto che investendo un minimo nella loro formazione, ad esempio con corsi di cucina, di cucito o di stiro che con la pratica quotidiana possono poi venire meglio assimilate.

 

Daniela, lei ritiene più utile ed efficace il passaparola o altre forme di recruiting di una colf/tata/badante?

Sicuramente il passaparola è uno strumento potente soprattutto tra mamme: già da prima che il bambino nasca ci si scambia informazioni di ogni genere.

Tuttavia, come dicevo, ogni famiglia ha poi esigenze diverse e la ricerca di una tata o di una baby sitter può richiedere parecchio tempo.

In tal caso affidarsi a un’agenzia specializzata può velocizzare le pratiche e garantire una selezione tra le candidate reale: in base alle richieste di ogni famiglia vengono presentate per i colloqui solo le persone che rispondono a quei requisiti specifici che andranno naturalmente verificati tramite il periodo di prova.

 

Secondo lei, quali sono le caratteristiche che andrebbero vagliate in tale scelta di una brava baby-sitter o collaboratrice domestica?

Io credo che al di là delle competenze una componente molto importante sia il carattere di una persona e quindi in fase di colloquio pongo grande attenzione a una serie di dettagli a mio avviso non secondari: da come una persona si presenta al colloquio, se arriva in orario, come si veste, come si trucca, come stringe la mano, e in sostanza cerco quindi di cogliere la persona.

Poi indago sempre la sua storia personale: con chi vive, se ha figli, è sposata, se è praticante di qualche religione, come occupa il tempo libero, se fuma… e tutte queste domande non le faccio per pura curiosità ma anche in questo caso cerco di cogliere la storia umana che c’è dietro ad ogni persona.

Dopo di che naturalmente analizzo il curriculum e le esperienze lavorative precedenti cercando di cogliere punti di forza e di debolezza.

 

Una famiglia è in grado con le sue sole forze di scegliere la persona giusta cui affidare casa e bambini?

Certamente una famiglia può seguire da sola tutto l’iter e sono in molte che lo fanno ma con gran investimento di tempo ed energie.

In particolare ho notato che chi avvia la ricerca quando è ancora in attesa del primo figlio spesso si scontra poi con un’organizzazione pratica della vita quotidiana diversa da quella immaginata o idealizzata. Fare i conti con le richieste di un bebè prima ancora che nasca non è sempre facile e quindi anche l’atteggiamento di una mamma può cambiare e questo implica a volte dover ricominciare da capo una ricerca, con ulteriore impiego di tempo.

 

C’è un titolo di studio che potrebbe garantire la “qualità” e l’onestà del servizio di assistenza che una colf o baby sitter offre?

Molte persone che fanno questi lavori sono persone straniere, nate in altri paesi e venute in Italia per lavorare, quindi si portano dietro un background spesso molto diverso da quello di una mamma italiana. Al contempo però oggi sono diversi i corsi che offrono a queste persone delle qualifiche o certificazioni in più: penso ai corsi di primo soccorso pediatrico, ai corsi per OSS (operatore socio sanitario), ai corsi di formazione che i vari enti privati offrono. Io ad esempio ho pensato a una formazione personalizzata e sul posto di lavoro proprio per venire incontro alle esigenze di ogni singola famiglia.

 

Infine, come regolarsi per il contratto e che cosa conviene fare per tutelare la nostra tata?

Ecco c’è da dire che a fronte di una offerta spesso poco qualificata in Italia le tate e le colf vengono inquadrate secondo il Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori Domestici che garantisce loro tutele e garanzie a livello salariale e previdenziale e il datore di lavoro è tenuto al versamento di contributi, tredicesima, ferie, TFR. La normativa non è semplicissima da gestire ma ci si può comodamente rivolgere ai Caf o al numero verde INPS-INAIL 803164 per il calcolo delle buste paga e degli oneri annessi.

Daniela Mosca è founder di Dani at Home che fornisce corsi e servizi a domicilio per semplificare la vita domestica e rendere la casa un’oasi di benessere.

Articolo scritto da: Cinzia Rampino

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