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Ovulazione: il momento giusto per rimanere incinta

Mamma - 26 febbraio 2010 Vedi anche: Il sesso del nascituro

Saper calcolare i giorni dell'ovulazione con una precisione ragionevole può essere utile sia a chi desidera rimanere incinta, sia come metodo anticoncezionale (da solo o in associazione con altri metodi).

In questo modo è possibile avere rapporti sessuali mirati nei giorni dell’ovulazione facilitando il concepimento.

Un consiglio utile, per non sbagliare, è quello di avere rapporti sessuali a giorni alterni per tutto il periodo del ciclo. Se, però, si ha la necessità, per cercare una gravidanza, di conoscere il giorno dell’ovulazione, le possibilità per il calcolo del periodo fertile sono molteplici.

Un metodo rapido e sicuro utilizza gli stick ovulatori che rilevando variazioni ormonali nelle urine riescono a individuare il periodo fertile. L’interpretazione può essere fatta direttamente dalla donna, imparando a leggere gli stick, o, in alcuni casi, tramite un apposito computerino.

Gli altri metodi tramite i quali è possibile il calcolo della fertilità si basano sull’osservazione dei cambiamenti corporei durante il ciclo mestruale, imparando a riconoscere i sintomi dell’ovulazione.


Il ciclo mestruale

È importante, innanzitutto, sapere che il ciclo mestruale è suddiviso in due fasi:

  • la fase follicolare, compresa fra il primo giorni di flusso mestruale e l’ovulazione: questa fase ha una durata soggettiva, variabile fra i 9 e i 21 giorni, e determina la lunghezza del ciclo
  • la fase luteale, che intercorre fra ovulazione e la comparsa della mestruazione successiva, con una durata meno variabile, mediamente di 14 giorni.

Se una donna ha un ciclo regolare, l’ovulazione avviene dunque circa 14 giorni prima della possibile mestruazione (per un ciclo di 30 giorni, all’incirca al 16° giorno). Non sempre, però, è così semplice e la variabilità soggettiva non è trascurabile.


Metodo Billings

Il metodo Billings si basa sull’osservazione del muco prodotto dalla cervice uterina, la parte dell’utero che continua in vagina. Questo fluido ha la funzione di nutrire gli spermatozoi e facilitare la loro risalita verso l’utero, e cambia le sue caratteristiche nel corso del ciclo mestruale.

La donna può rilevarne le variazioni tramite l’osservazione visiva, ma anche tramite le sensazioni a livello vulvare: nel periodo di massima fertilità, in prossimità dell’ovulazione, il muco è generalmente trasparente, adesivo e “filante” e la donna prova una sensazione di bagnato a livello della vagina.

Poiché, però, ogni donna ha manifestazioni soggettive alle variazioni ormonali, è importante imparare a riconoscere le variazioni del proprio muco in prossimità dell’ovulazione e per questo può essere utile l’aiuto di un insegnante del Metodo diplomata.


Metodo sintotermico

Questo metodo si basa sull’osservazione di tre diversi parametri che variano in base alle variazioni ormonali del ciclo mestruale: il muco cervicale, la temperatura basale (la temperatura corporea misurata al mattino prima di alzarsi dal letto) e le modificazioni della cervice uterina.

La temperatura basale si mantiene più bassa nella fase follicolare, per poi aumentare di qualche decimo di grado (almeno uno) il giorno successivo al picco di fertilità, e mantenersi alta fino alla mestruazione successiva.

La cervice uterina, in prossimità dell’ovulazione, si fa più soffice, molto alta in vagina e aperta.

È importante imparare a riconoscere i vari sintomi e riportare i cambiamenti su una scheda: la combinazione di questi tre parametri darà precise indicazioni per individuare inizio e fine del periodo di massima fertilità.
Entrambi questi metodi possono essere appresi da insegnanti qualificati, disponibili presso i Centri di insegnamento dei metodi naturali.

Articolo scritto da: Cosetta Matteoni

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