Mancano poche settimane all’inizio del Festival di Sanremo 2026 e cresce l’attesa non solo per le esibizioni dei Big in gara, ma anche per tutto ciò che ruota attorno alla kermesse musicale più amata d’Italia. Tra gli appuntamenti paralleli che negli anni si sono imposti come veri cult, spicca il DopoFestival, lo spazio notturno dedicato […]
Sanremo 2023, Vittorio Sgarbi contro Chiara Ferragni: “Non sa parlare”
Stampa articoloA Vittorio Sgarbi, che è sottosegretario alla Cultura, il Festival di Sanremo 2023 non è affatto piaciuto. Intervistato da Repubblica, il noto critico d’arte e personaggio televisivo si è anche schierato con chi chiede che siano rimossi i vertici della RAI. “Sì, il fallimento di Sanremo lo impone”, ha detto Sgarbi, nonostante il successo di ascolti per la kermesse, con oltre il 66% di share.
“Ma non possiamo misurare il festival solo dai numeri. Contesto la linea culturale. I vertici hanno mancato alla funzione di controllo: non è censura per impedire quello che è accaduto, ma per impedire che il livello sia così basso. Hanno affidato le chiavi a Ferragni e Fedez, cioè ai social, alla moda, al consumismo”, ha affermato il sottosegretario. E sulle scelte di Amadeus? “Mi sta simpatico, è mio amico…” ma “al suo posto io avrei messo Morgan, un ponte fra musica classica e contemporanea: meglio un vero stravagante come lui che uno finto come Fedez”.

Vittorio Sgarbi.
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Il 70enne ha poi attaccato: “Ferragni non sa parlare. Incapace proprio. Fedez è un provocatore. Arruolandoli si sono piegati al sistema capitalistico e allo strapotere dei social”, per cui “il fallimento è dato dalla mediocrità”. E ancora: “Fuortes (amministratore delegato della Rai, n.d.r.) è amico mio, un uomo colto; però Agnes, Bernabei, Siciliano, non avrebbero mai permesso il bacio tra Rosa Chemical e Fedez, o la simulazione di un atto sessuale”. A Sgarbi non è piaciuta “la trovata pubblicitaria, Rosa Chemical sarà ricordato per quello. Sono furberie”.
Il sottosegretario alla cultura ha, poi, aggiunto: “Non avrei invitato Benigni, che ormai è bollito pure a detta dei suoi amici. Avrei chiamato Sabino Cassese e Michele Ainis. È il centenario di Giovanni Testori, ne avrei parlato”. Amadeus “andrebbe cacciato per la mancanza di idee. Ma lo terranno lì, perché comanda Lucio Presta“, imprenditore e produttore televisivo.
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