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Massimiliano Bruno: “Mio padre non voleva che io facessi l’attore”
Stampa articoloOspite di stamattina, martedì 2 maggio, di Storie Italiane, su Raiuno, condotto da Eleonora Daniele, è stato Massimiliano Bruno.
L’attore, sceneggiatore e regista ha ripercorso le tappe della sua carriera e parlando dei suoi primi passi nel mondo dello spettacolo e ha confessato: ”Io a 18 anni pensavo di fare teatro, i miei erano assolutamente contrari, mio padre non mi ha parlato per tre anni perché voleva che facessi un lavoro serio, con la giacca e la cravatta. Lui era un avvocato e voleva che facessi la sua strada. Ha sempre detto ‘ti laurei in legge e lavori con me’, però io non ero bravo in quello, non era la mia strada. Poi ha fatto l’errore di farmi lavorare con lui per qualche mese e lì ho proprio capito che dovevo cambiare strada. Inoltre vedeva il nostro lavoro come un pochino ‘pagliaccesco'”.
“All’inizio ha reagito molto male – ha proseguito l’artista – è stato un allontanamento un po’ brusco perché sono dovuto andare via di casa. Sai il classico padre che ti dice ‘finché sei in questa casa si fa come dico io?’ E allora ho dovuto rispondere ‘allora bisogna che me ne vado’. Ero giovane, ho fatto tanti lavori e contemporaneamente continuavo a scrivere, recitare e a fare le regie”.
“Poi quando è arrivato il successo mio padre me lo ha riconosciuto ed è diventato il mio primo fan, usava il ‘noi’: quando facevano un mio film in televisione – ha concluso – chiamava i parenti in Calabria e diceva ‘stasera siamo su Rai1!”’.