Spettacolo

“Sanremo su Mediaset? Pura fantasia”: Gerry Scotti risponde alle speculazioni

Il Festival di Sanremo 2025 sta già suscitando grande curiosità, con una notizia che ha catturato l’attenzione di fan e addetti ai lavori: Gerry Scotti, il celebre conduttore simbolo di Mediaset, sarà co-conduttore della prima serata al fianco di Carlo Conti. Un debutto che sembra segnare una nuova era, fatta di alleanze e curiosi intrecci tra i colossi televisivi italiani.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Gerry Scotti ha avuto modo di chiarire il suo ruolo, rispondendo a domande e svelando anche qualche retroscena della sua carriera, tra battute e momenti di sincerità.

Nel suo stile inconfondibile, Scotti ha detto: “Ho portato l’acconto, adesso vediamo”, rispondendo con una battuta quando gli è stato chiesto se la sua presenza a Sanremo potesse rappresentare un segnale di un coinvolgimento futuro di Mediaset nell’organizzazione dell’evento. La sentenza del Tar che ha dichiarato illegittimo l’affidamento diretto a Rai ha alimentato voci e speculazioni, ma Scotti ha smorzato immediatamente le ipotesi con il suo spirito: “Apprezzo la domanda molto futuristica, ma è più facile che io conduca il festival qui alla Rai che Mediaset si prenda il baraccone di Sanremo”, ha commentato, chiarendo che, da telespettatore, non immagina nemmeno lontanamente un passaggio del Festival alla rivale Mediaset.

Un uomo di spettacolo che sfida le convenzioni

La partecipazione di Gerry Scotti al Festival di Sanremo rappresenta qualcosa di più di un semplice incarico televisivo. È un simbolo di come la televisione italiana stia cambiando e di come, talvolta, le contrapposizioni tra le due grandi aziende del settore, Rai e Mediaset, possano essere superate in nome del talento e della collaborazione. Scotti ha infatti aggiunto con un sorriso: “Questo dimostra che, al di là delle posizioni che diventano delle contrapposizioni, quando uno lavora bene nella vita rispetto agli altri, poi c’è un momento in cui questa cosa gli torna”. Una riflessione che fa il paio con la sua carriera, costruita su anni di successi e riconoscimenti da parte del pubblico italiano.

In un momento di grande sincerità, ha anche ricordato l’importanza che ha avuto nella sua vita la figura di Silvio Berlusconi, fondatore di Mediaset, commentando: “Cosa mi direbbe Silvio Berlusconi? Quello che mi diceva sempre: ‘Metti la cravatta’”. Un ricordo affettuoso che dimostra il rispetto e la gratitudine che Gerry Scotti ha sempre nutrito verso il suo mentore. La leggerezza con cui ha affrontato la domanda, tuttavia, non ha nascosto un fondo di verità: la sua presenza al Festival non è solo una questione di “cavalleria”, ma una scelta che arriva dopo anni di affetto e fiducia nei confronti di Rai, dove Scotti ha visto concretizzarsi un sogno.

Sanremo, Mediaset e il futuro della televisione italiana

Ma cosa c’è dietro il suo coinvolgimento nel Festival di Sanremo? La sua presenza alla kermesse non va letta come un semplice passaggio di testimone tra contesti televisivi diversi, bensì come una testimonianza della fluidità che caratterizza l’attuale panorama mediatico italiano. Sebbene Mediaset non stia prendendo parte all’organizzazione di Sanremo, la partecipazione di Scotti all’Ariston è un segno di come le due aziende siano in grado di trovare punti di incontro, anche nelle situazioni più inaspettate. “La mia presenza qui non sottende nulla di questo. Apprezzo la domanda molto futuristica, ma è più facile che io conduca il festival qui in Rai e non che Mediaset si prenda tutto il baraccone di Sanremo”, ha ribadito Gerry, smorzando così ogni discussione sul futuro del Festival.

Un’amicizia che ha scritto la storia di Sanremo

La scelta di Carlo Conti di chiamare Gerry Scotti per co-condividere il palco del Festival non è casuale. È una storia di amicizia che risale a molto tempo fa. Conti ha spiegato, sorridendo, che l’invito è nato da una semplice telefonata. “La vita è molto più semplice di quello che vogliamo costruire: c’è stata una telefonata, un’idea che ho avuto, poi abbiamo chiesto il consenso dei genitori quando la cosa era già fatta”, ha detto il conduttore, facendo luce su un legame che è prima di tutto umano, oltre che professionale.

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