Shared mobility, dalla bici all’auto il nuovo trend della mobilità condisa

Da qualche anno a questa parte, soprattutto nelle grandi città, le soluzioni di trasporto “condivise” e “condivisibili” stanno incontrando un certo successo, con un meccanismo che si posiziona a metà tra vecchi e nuovi usi, tra il mezzo individuale e il mezzo collettivo. Basti pensare al car sharing, al taxi collettivo, o ancora, al bike sharing, misure già sperimentate in moltissimi comuni italiani.

Sono tutti meccanismi che hanno molteplici aspetti positivi, sia per la comunità che per il singolo. Il vantaggio è che innanzitutto si ottimizzano i costi risparmiando sul possesso di un’auto o sui consumi, quindi di conseguenza su quelle spese fisse che tutti sosteniamo anche se usiamo poco la macchina. Inoltre influiamo meno sull’inquinamento, pur avendo quella elasticità e praticità che i mezzi pubblici non sempre possono darci.

Oltre a trarne vantaggi economici e organizzativi personali saremo anche più solidali con l’ambiente, perché è chiaro che la condivisione di un mezzo di locomozione ha un impatto in termini di inquinamento decisamente minore, anche partendo dal presupposto che chi di solito condivide l’auto lo fa con altri che magari non ne posseggono una perchè possono usufruire di quella degli altri. Insomma, nell’ottica di spendere meno, quindi di condividere il nostro mezzo di trasporto con più di una persona, facciamo anche l’interesse dell’ambiente, e di riflesso della collettività. Le possibilità  in tal senso sono diverse.

Ci sono servizi che consentono di  condividere il proprio mezzo di locomozione, come nel caso di servizi come Bla Bla Car attraverso cui possiamo trovare facilmente compagni di viaggio e dividere costi e consumi del veicolo. Da conducente si possono abbattere i costi anche del 75%, come passeggero, invece, sii può  viaggiare a prezzi assolutamente imbattibili. E poi dovremmo anche considerare l’aspetto “sociale” di un’esperienza de genere. Viceversa, ci sono servizi come Enjoy, quindi parliamo di car sharing, che ci consentono semplicemente di noleggiare un auto ogni volta che ne abbiamo bisogno, quindi di sostenere le spese per l’effettivo utilizzo della vettura, anche nel caso in cui ci serva per pochissime ore. Il vantaggio in tal caso è che le auto sono sempre nuove e di ultima generazione, quindi in pratica potremo circolare liberamente e in tutta sicurezza in tutta la città e anche parcheggiare molto più facilmente, visto che per il car sharing, ad esempio, sono previsti dei posti auto appositi.

Stessa cosa per il bike sharing: quante volte vi è venuta voglia di fare una passeggiata domenicale in bici ma non l’avete mai fatto perchè non possedete una bicicletta? Noleggiandola potrete utilizzarla eccezionalmente e solo quando ne avete voglia o bisogno.

A lungo andare, in una prospettiva forse ancora un po’ lontana, se tutti cominciassimo ad usufruire di questi servizi di trasporto “condivisi” probabilmente potremmo anche migliorare la viabilità di tutte le grandi città. Ma al momento, nonostante il successo repentino degli ultimi anni, non è ancora una pratica diffusissima anche se per molti, soprattutto per quelli che non usano l’auto regolarmente, si rivela già un’opzione economicamente vantaggiosa. Staremo a vedere, intanto sappiamo già che questi servizi funzionano, anzi funzionano molto bene, la cosa più complicata è tentare di cambiare la mentalità dell’automobilista.

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