Morena, vittima di gaslighting, in collegamento a “Pomeriggio Cinque” ha raccontato del suo compagno : “Lui era sempre presente e non mi lasciava la lucidità di pensare in autonomia. Voleva annullare completamente la mia volontà. Era invidioso del mio lavoro, mi rompeva il badge. Lo ha fatto sette, otto volte“, spiega la 55enne che per un periodo della sua vita ha dovuto affrontare una serie di eventi sfortunati che alla fine ha scoperto essere causati proprio dal suo ex compagno che agiva alle sue spalle.
Inscenava furti in casa e le faceva continui dispetti: dall’acqua nel serbatoio della benzina alle gomme bucate. Sarebbero solo alcuni degli episodi provocati ai danni di Morena , una 55enne di Milano da parte dell’ex compagno che l’avrebbe manipolata psicologicamente
con lo scopo di farle credere di essere pazza.
A non lasciare dubbi sulla sua responsabilità è stata la presenza di una telecamera, installata di nascosto nell’appartamento di Morena, che ha filmato alcuni dei furti. A mettere la telecamera è stato il figlio della 55enne insieme alla collaborazione dei Carabinieri che si erano insospettiti a seguito di alcune denunce da parte della donna.
“Quando ho visto il video mi sono rasserenata: lui voleva venire in casa con me per proteggermi. Era convinto di non essere scoperto. Nella relazione era uno stalker, mi chiamava 30 volte al giorno. Quando ho visto il filmato, tutto il puzzle si è composto” ha concluso la vittima.
Il gaslighting, o manipolazione psicologica maligna in italiano, è una forma di manipolazione psicologica violenta e subdola nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione. Può anche essere semplicemente il negare da parte di chi ha commesso qualcosa che gli episodi siano mai accaduti, o potrebbe essere la messa in scena di eventi bizzarri con l’intento di disorientare la vittima.
Il gaslighting funziona come un’inversione dei ruoli di vittima e carnefice. L’obiettivo dell’abusante è di sopprimere le reazioni di autodifesa della vittima per sfuggire alle sanzioni che gli spetterebbero, e continuare così a ripetere l’abuso.Per esempio, per degradare l’autostima della vittima, l’abusante può ignorarla completamente, poi riconsiderarla fortemente, poi ignorarla di nuovo, ecc. In questo modo, la vittima abbassa i propri standard relazionali ed emotivi, si percepisce come “indegna”, non è più in grado di fidarsi dei suoi sentimenti di attaccamento e diventa sempre più dipendente dal manipolatore. Questo perché la vittima introietta la violenza e inizia a pensare che se l’abusante vede le sue debolezze, è perché lui è più forte di lei e quindi dovrebbe fidarsi di lui.
Il primo consiglio anche qui è sempre quello di chiedere aiuto a persone vicino a voi o a un professionista del settore. Oltre a questo però, visto che questo tipo di violenza psicologica tende a distruggere la percezione della nostra realtà potremmo pensare di raccogliere prove per sentirci più sicuri:
Il gaslighting e la violenza psicologica non vengono identificati come reati in sé, ma sono collegati ad altre forme di reato come i maltrattamenti in famiglia, violenza privata, minaccia e stalking ed è pertanto importante denunciarli, soprattutto per ricevere aiuto. In questi casi è importante anche raccogliere le prove di cui abbiamo parlato per poter apportare tutta la documentazione possibile.
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