David Bowie, 10 cose che ricorderemo del Duca Bianco del rock

di Veronica Picazzo
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Aveva compiuto 69 anni soltanto tre giorni fa, lo stesso giorno scelto per il lancio del nuovo album, Blackstar, che a molti, adesso, suonerà le stese note di un testamento. Soltanto due settimane fa, invece,  aveva annunciato ufficialmente il suo ritiro dal palcoscenico, mentre l’annuncio della sua morte è stato dato tramite un  post sui canali social. “Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente, circondato dalla sua famiglia“, a cui segue la conferma del figlio che qualche ora dopo ha pubblicato online una sua foto da bambino insieme al padre accompagnata dal seguente messaggio: “Davvero addolorato e triste nel dire che è vero. Sarò fuori dalle reti sociali per un po’. Grande affetto a tutti“. Con Bowie diciamo addio ad una delle figure artistiche più emblematiche della storia della musica, un uomo che oggi vogliamo presentarvi ricordandovi alcuni dettagli sella sua vita e della sua carriera.

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Il nome d’arte

Il suo vero nome è David Robert Jones: il celebre musicista britannico lo ha cambiato  quando aveva 19 anni per distinguersi dall’allora più famoso Dany Jones dei Monkees.

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L’amore, quello vero

Non sono moltissime le coppie dello star system in grado di durare nel tempo, di affrontare le crisi e di superarle. Eppure la storia d’amore tra Bowie e Iman, rientra tra alcuni pochi casi eclatanti. Il musicista è stato sposato con la modella per ben 24 anni.

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L’ultimo album

Blackstar, l’ultimo album, è uscito soltanto pochissimi giorni prima della sua morte, ed esattamente il giorno del suo 69esimo compleanno. Un album con 7 tracce, che ricordano il vecchio Bowie degli anni ’70, tutte incise a New York insieme a una band jazz guidata dal sassofonista americano Donny McCaslin.

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Gli albori

Take my tip è il titolo della prima canzone scritta da Bowie all’età di 16 anni. Mentre Konrads è quello della sua prima band formato insieme all’amico George Underwood. Ma il suo primo esordio fu un disco che si rivelò un flop e che Bowie ha inciso usando il suo vero nome. Mentre la sua prima apparizione televisiva risale al ’64 quando il musicista aveva soltanto 17 anni.

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La saetta

E’ l’iconico simbolo che comparve sullo sfondo del palco durante lo Ziggy Stardust Tour e sul volto dell’artista durante l’esibizione, poi riciclato da altri artisti tra cui ci sono anche Marilyn Mandon e Lady Gaga.

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Il duca bianco

E’ un soprannome che deriva dalla passione di Bowie per le letture sul Terzo Reich e da cui venne fuori The Thin White Duke, un personaggio ariano fascista. Un periodo abbastanza controverso che verrà quasi rinnegato anni dopo dallo stesso musicista, imputandolo  alla sua dipendenza dalla cocaina.

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Una biografia per il grande schermo

Un progetto che in realtà poi non trovo alcuna effettiva realizzazione. Quel che è certo, però, è che nel 1976 a Bowie fu offerta la possibilità di recitare nel ruolo di se stesso in un film biografico, che a quanto si dice sarebbe stato diretto  dal britannico Ken Russell. Ma il celebre musicista ebbe varie altre possibilità cinematografiche, partecipando come attore a diversi film.

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Una carriera ibrida

Musicista, cantautore, attore, i tanti volti di Bowie sono stati raccolti in un solo ritratto con 29 diversi hairstyle dall’illustratrice britannica Helen Green.

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Passione per la musica

Sempre più spesso tendiamo a ricordare la voce di Bowie, quella dei grandi successi, ma probabilmente non tutti sanno che prima di tutto David è stato un grande musicista in grado di suonare ben oltre 14 differenti strumenti: tra questi pianoforte, sax, chitarra, armonica, xilofono e batteria.

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Un trasformista

Qualcuno lo ha definito così, per altri Bowie è semplicemente un genio che ha trasformato la sua vita in un’opera d’arte, sfornando personaggi e personalità che gli hanno portato molta fortuna. Tra questi ci sono tanti suoi alter-ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Tao Jones, Nathan Adler e Il Duca Bianco.

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