Addio alla trans Giannina, ispirò la famosa canzone di Pino Daniele

di Manuela Zanni

Giannina non c’è più.  Tutti la conoscevano e tutti sapevano della leggenda metropolitana in base alla quale è stata musa ispiratrice di Pino Daniele. Era lei nu buono guaglione, che voleva chiamarsi Teresa, la più famosa degli invisibili. Se n’è andata in silenzio come quando la notte si aggirava tra i tavoli di piazza Bellini, a Napoli, vendendo cartine, tabacco e sigarette.

 

Napoli, addio alla trans «Giannina»: ispirò una canzone di Pino Daniele

Uno dei volti di Napoli più noti a chi questa città la vive non c’è più.  Era una contrabbandiera di sigarette popolarissima nel centro della città. In occasione del Gay Pride due anni fa venne celebrata con un fumetto anche se non lo sapeva o forse fingeva di non saperlo. Non lo raccontava mai, anche a chi le chiedeva della sua vita. E allora sorridendo rispondeva “Ehh, nu sacco e guai. Ma te vvu accatt sti cartine?”.

 Giannina in una canzone di Pino Daniele

“Chillo nu buono guaglione e vo’ essere na signora, ma che fa ‘a vita sotto a nu lampione e quando arriva mezzanotte scende e va a faticà”
Pino conosce Giannina, sa dei suoi sogni, delle sue difficoltà. La vede per strada, forse già quando uno studente del Diaz ai Tribunali. La canta e usa termini popolari e cattivi perché la gente deve capire che chiamare ricchione un ragazzo gli toglie la possibilità di essere accettato e benvoluto, perch la speranza uscire poi per strada e gridare so’ normale e nisciuno me dice niente e nemmeno la stradale.

Giannina, Uno dei volti più noti di Napoli

Era uno dei volti di Napoli, quasi un simbolo, di quelli che vivono sotto traccia ma che non rinunciano mai al contatto con la gente. Pino Daniele come tutti i napoletani l’aveva conosciuta, vista, quando era giovane. Lei bazzicava tra i Decumani, il Cavone e la Pignasecca, questi ultimi due quartieri popolosi del centro di Napoli. La sua storia folgore il nero a metà che ne fece un ritratto amaro, spigoloso e cantato senza peli sulla lingua, un po’ come era lei.
Affrontare il tema dell’omosessualità e della transessualità, argomenti ritenuti tab all’inizio degli anni Ottanta fu una rivoluzione in musica.

 

 

Chi era Giannina

Era il 1979, Giannina era all’alba di altri tempi bui, poi ha percorso la strada, ha visto il mondo cambiare attorno a lei. Negli ultimi tempi ha continuato ad uscire di notte anche quando stava male, ha continuato a percorrere i vicoli dei Decumani con il suo borsone di cartine e tabacco, salvezza inaspettata per chi tra una birra e l’altra aveva finito le sigarette. Negli ultimi tempi girava prima con un bastone, poi con un girellino che l’aiutava a camminare. rimasta ferma a casa soltanto negli ultimi giorni.

La sua foto non c’é, ma c’è un disegno in cui  è protagonista, quello di Coicomics realizzato in occasione del Pride di Napoli di due anni fa. Ancora una volta al centro di un pezzetto d’arte, inconsapevolmente. Giannina non lo sa, ma ha fatto tanto per le battaglie Lgbt.


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