Aborto negli USA, la protesta: "Il mio corpo non è mio in America".
Disney e Netflix hanno annunciato che copriranno le spese di viaggio per le dipendenti che devono abortire. Ne dà notizia Unilad.
A seguito della decisione della Corte Suprema di ieri, venerdì 24 giugno, di ribaltare la sentenza Roe v. Wade, la Disney ha contattato i suoi dipendenti per confermare che estenderà il beneficio di “pianificazione familiare” a tutti i lavoratori che non possono accedere alle cure nel luogo in cui vivono, compresi gli aborti. Disney, quindi, rimborserà le spese di viaggio a chi non può accedere all’aborto in sicurezza.
In una dichiarazione rilasciata al Washington Post, la Disney ha dichiarato: “Oggi abbiamo comunicato direttamente ai nostri dipendenti che riconosciamo l’impatto della sentenza e che restamo impegnati a fornire un accesso completo a cure di qualità e convenienti, indipendentemente da dove vivono”. c
Disney ha 195mila dipendenti in tutto il mondo. Solo 80mila si trovano in Florida dove, ad aprile, il governatore repubblicano Ron DeSantis ha firmato un disegno di legge che vieta la maggiore parte degli aborti dopo 15 settimane e che entrerà in vigore il 1° luglio. In precedenza, l’aborto era legale fino a 24 settimane.
Netflix, infine, ha annunciato che offrirà fino a 10mila dollari di rimborsi di viaggio ai dipendenti e alle persone a loro carico, che necessitano di cure per il cancro, trapianti, trattamenti per l’affermazione del genere e l’aborto.
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