Tumore al seno, scoperta italiana: un farmaco per la prostata blocca le cellule tumorali

di Redazione
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Una possibile svolta nella lotta contro il tumore al seno arriva dalla ricerca italiana. Un team dell’Università della Calabria ha dimostrato, per la prima volta, che la silodosina — un farmaco già utilizzato per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna — possiede un’efficace attività antitumorale nei confronti delle cellule del carcinoma mammario.

La scoperta è stata realizzata nei laboratori di “Microbiologia, Igiene e Sanità Pubblica” e di “Biologia Molecolare” dell’ateneo calabrese, sotto il coordinamento del professor Michele Pellegrino e della professoressa Paola Tucci. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Cell Death and Discovery, parte del gruppo Nature, confermando l’elevato valore della ricerca.

Come agisce la silodosina contro il tumore

“L’obiettivo della ricerca – spiegano all’AGI i due professori – è stato valutare il potenziale antitumorale della silodosina nel carcinoma mammario umano, ambito in cui il farmaco non era mai stato studiato. I risultati dimostrano che la molecola e’ in grado di inibire la proliferazione e la crescita delle cellule tumorali mammarie, sia estrogeno-responsive sia non responsive, inducendo arresto del ciclo cellulare e apoptosi. Si tratta di uno studio che dimostra come la Silodosina, un farmaco gia’ utilizzato per l’ipertrofia prostatica benigna, possa avere effetti antitumorali nel carcinoma mammario. Abbiamo osservato che è in grado di rallentare la crescita delle cellule tumorali, bloccarne la proliferazione e indurne la morte programmata”.

Lo studio evidenzia dunque come la molecola sia in grado di agire su più livelli: blocca la crescita delle cellule tumorali, ne limita la diffusione e attiva processi di morte cellulare programmata.

Il valore del riposizionamento farmacologico

I ricercatori sottolineano l’importanza della scoperta anche dal punto di vista strategico. Utilizzare un farmaco già approvato per una nuova indicazione terapeutica rappresenta infatti un esempio di “riposizionamento farmacologico”.

“In pratica, utilizziamo un farmaco già approvato per una nuova indicazione terapeutica. Questo può ridurre tempi e costi rispetto allo sviluppo di nuovi farmaci e accelerare l’arrivo di nuove terapie per i pazienti”.

Questo approccio consente di abbreviare significativamente i tempi necessari per portare nuove cure ai pazienti, riducendo al contempo i costi della ricerca e dello sviluppo.

Efficacia anche nelle forme più aggressive

“Abbiamo visto – spiegano – che la Silodosina agisce su diversi fronti: riduce la proliferazione delle cellule tumorali, ne limita la capacità di migrazione e ostacola la formazione di strutture tridimensionali che simulano il tumore in vivo. Inoltre, è efficace anche su forme particolarmente aggressive, come il tumore al seno triplo-negativo. Uno degli aspetti più innovativi dello studio è il meccanismo d’azione. Abbiamo scoperto che la Silodosina non agisce solo sul suo bersaglio classico, ma può legarsi anche ai recettori degli estrogeni, che sono fondamentali nello sviluppo del tumore al seno. Questo – aggiungono – suggerisce un’azione ‘a doppio bersaglio’, molto promettente. I risultati sono molto promettenti, ma siamo ancora in fase preclinica. Serviranno studi in vivo e successivamente trial clinici per confermare efficacia e sicurezza nelle pazienti”.

Il dato più rilevante riguarda proprio l’efficacia della molecola anche nei confronti del tumore al seno triplo-negativo, una delle forme più aggressive e difficili da trattare.

Una ricerca tutta italiana

Lo studio rappresenta un esempio concreto di eccellenza scientifica nazionale. È stato interamente condotto nei laboratori dell’Università della Calabria, grazie a un approccio multidisciplinare che ha integrato biologia molecolare, modellistica computazionale e studi cellulari.

Secondo i ricercatori, questa scoperta potrebbe avere un impatto significativo soprattutto per le pazienti che non rispondono alle terapie attualmente disponibili, offrendo nuove prospettive di trattamento.

Cos’è la silodosina?

È un farmaco utilizzato per l’ipertrofia prostatica benigna che, secondo lo studio, potrebbe avere effetti anche contro il tumore al seno.

La cura è già disponibile?

No, la ricerca è ancora in fase preclinica. Saranno necessari studi clinici per confermare efficacia e sicurezza.

Perché è importante questa scoperta?

Perché utilizza un farmaco già esistente, riducendo tempi e costi per lo sviluppo di nuove terapie.

Funziona su tutti i tumori al seno?

Lo studio indica efficacia anche su forme aggressive come il triplo-negativo, ma servono ulteriori conferme.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su DonnaClick – Salute hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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