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Perché ti senti sempre senza forze? La risposta potrebbe essere nella vitamina B12
Stampa articoloLa sensazione di stanchezza costante viene spesso attribuita allo stress, a giornate particolarmente impegnative o a qualche notte trascorsa dormendo poco. Tuttavia, secondo una recente ricerca, le cause della perdita di energia potrebbero essere più complesse e coinvolgere anche alcune carenze nutrizionali.
Gli studiosi dell’Università Metropolitana di Osaka, in Giappone, hanno individuato un possibile legame tra la carenza di vitamina B12, l’aumento dei livelli di omocisteina nel sangue e la comparsa di stanchezza persistente.
Quando la fatica non dipende solo dal sonno
“La sensazione di esaurimento costante non si limita ai disturbi del sonno o al superlavoro”.
Secondo i ricercatori, l’alimentazione potrebbe contribuire in modo silenzioso ma significativo alla riduzione dell’energia quotidiana.
Per approfondire il fenomeno, il team giapponese ha analizzato i dati sanitari di 602 persone sane. Gli studiosi hanno misurato con precisione i livelli di diversi nutrienti nel sangue e, parallelamente, hanno valutato lo stato fisico e psicologico dei partecipanti.
Dalle prime osservazioni è emerso un elemento preciso: l’omocisteina.
Si tratta di una sostanza naturalmente presente nell’organismo che, quando raggiunge concentrazioni elevate, può diventare dannosa.
Il legame tra omocisteina e vitamina B12
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Nutrients, mostrano che i partecipanti con i livelli più alti di omocisteina presentavano anche una marcata carenza di vitamina B12.
Gli autori spiegano che elevate concentrazioni di omocisteina nel sangue sono generalmente associate a un insufficiente apporto di vitamina B12.
Questa vitamina svolge un ruolo essenziale nell’organismo e lavora insieme alla vitamina B9, nota anche come acido folico.
La vitamina B12 contribuisce infatti a eliminare l’eccesso di omocisteina. Quando l’organismo ne riceve quantità insufficienti, questa sostanza tende ad accumularsi.
Secondo i ricercatori, l’aumento dell’omocisteina può interferire direttamente con il sistema nervoso e con la produzione delle molecole necessarie al corretto funzionamento dei processi energetici dell’organismo.
L’accumulo di omocisteina causato dalla carenza di vitamina B12 e vitamina B9 è stato quindi correlato alla comparsa della stanchezza.
Effetti diversi negli uomini e nelle donne
Lo studio ha evidenziato anche differenze significative tra i sessi.
Negli uomini, la carenza di vitamina B12 è risultata associata soprattutto a una maggiore fatica fisica.
Nelle donne, invece, il deficit si è manifestato principalmente attraverso una riduzione evidente della motivazione nelle attività quotidiane.
Il professor Hiroaki Kanouchi, che ha guidato la ricerca, sottolinea l’importanza della prevenzione “Per prevenire un aumento dei livelli di omocisteina, è importante evitare carenze di vitamina B12 e di acido folico”.
Il corpo non produce vitamina B12
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il fatto che l’organismo umano non è in grado di produrre autonomamente la vitamina B12.
Per questo motivo è necessario assumerla attraverso l’alimentazione.
Alcuni alimenti vengono spesso indicati come alleati contro la stanchezza, tra cui il ravanello nero e il succo di guava. Tuttavia, quando si parla di vitamina B12, le fonti principali sono soprattutto gli alimenti di origine animale.
I cibi più ricchi di vitamina B12
Per aumentare l’apporto di vitamina B12, gli esperti consigliano di privilegiare:
- frattaglie;
- pesci grassi come salmone e sgombro;
- carne;
- uova;
- latte e derivati.
Le autorità sanitarie raccomandano per un adulto un’assunzione giornaliera di circa 4 microgrammi di vitamina B12.
Secondo i dati riportati dai ricercatori, questa quantità può essere raggiunta attraverso diverse combinazioni alimentari, come:
- una porzione di salmone a settimana;
- due bicchieri di latte al giorno;
- due uova ogni due giorni.
Attenzione a vegetariani e vegani
La ricerca richiama l’attenzione anche sulle persone che seguono regimi alimentari vegetariani o vegani.
Poiché la vitamina B12 è presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale, il rischio di carenza risulta particolarmente elevato.
In presenza di stanchezza persistente è consigliabile effettuare un esame del sangue per verificare eventuali deficit nutrizionali.
Se la carenza viene confermata, gli specialisti indicano come possibili soluzioni l’utilizzo di integratori specifici o il consumo di alimenti fortificati.
Intervenire tempestivamente permette di ripristinare livelli adeguati di vitamina B12 e favorire il recupero dell’energia nel lungo periodo.