Mina, biografia, carriera e curiosità sulla Tigre di Cremona

di Redazione

Mina

La musica, la televisione, i dischi. Ha incarnato – e continua a incarnare – un modello di diva indiscusso. Tra gli anni Sessanta e Settanta ha fatto la storia della tv italiana, ma poi ha deciso di non apparirvi più. Ha interpretato le canzoni di successo per ben 40 anni e pubblica inediti costantemente.

Oggi Mina rappresenta forse l’unico esempio di artista che non si concede ai media, ma rimane ugualmente al primo posto quando pubblica un nuovo disco. Non rilascia interviste, non fa recital né apparizioni pubbliche da oltre 20 anni.

Un’assenza mediatica che non le ha impedito di intensificare la sua attività discografica e di scrivere su importanti testate: protagonista di seguitissimi editoriali, ha espresso il suo talento come artista e la sua acutezza e credibilità.

Già molti anni prima che si parlasse di “look“, Mina ha sempre giocato con la sua immagine, stravolgendola nelle copertine dei suoi dischi, che sono anche state oggetto di mostre nei musei italiani. Ha precorso i tempi, amando confrontarsi con le nuove tecnologie. Ma come è iniziato tutto? Ce lo rivela la sua biografia.

Biografia

Mina Anna Mazzini nasce il 25 marzo 1940 a Busto Arsizio. Quando lei ha 3 anni, la sua famiglia torna a Cremona. Il debutto musicale è datato 1958. Avviene a Forte dei Marmi, in Toscana, quando canta “Un’anima pura”. Nell’ottobre dello stesso anno Mina a cantare con gli Happy Boys. Questa esperienza va avanti fino a quanto il discografico David Matalon le fa la proposta di incidere in italiano (con il nome Mina) e in inglese (come “Baby Gate“).

In seguito la cantante fonda I Solitari, una band con la quale si esibisce in giro per l’Italia e fa le prime apparizioni televisive. Partecipa al Musichiere e a Lascia o Raddoppia!, nonché ad altri celebri programmi. Grazie alla sua versione della canzone Nessuno, un brano lanciato da Wilma De Angelis, diventa per i giovani la “Regina degli Urlatori“. I primi riconoscimenti non tardano ad arrivare. Riceve il Juke Box d’Oro e il Microfono d’Oro.

Debutta al cinema con “Urlatori alla sbarra” e, nel 1960 partecipa al Festival di Sanremo. Con “Il cielo in una stanza” convince tutti: il pubblico rimane incantato dalla sua voce e la Rai le offre un programma in 6 puntate, “Sentimentale”, oltre a “Due note”, la sigla di coda di “Canzonissima”.

Torna a Sanremo nel 1961, dopo un periodo di intenso lavoro con “Le mille bolle blu” . Arriva subito dopo la grande popolarità di Studio Uno, il programma Rai che la consacra alla storia della tv. Seguono, nel 1962, Renato e un’altra sigla per Canzonissima. Nel 1963 Mina è al centro della cronaca rosa per la nascita del figlio Massimiliano, nato dal legame con l’attore Corrado Pani, sposato con un’altra donna.

I grandi successi di Mina

La stampa la critica ferocemente. Torna alla Rai nel 1964 con il programma La fiera dei Sogni, mentre nel 1965 lavora a una nuova edizione di Studio Uno, dove canta anche la celebre canzone “Brava“, scritta per le appositamente da Bruno Canfora. Affianca al successo televisivo anche quello radiofonico di Gran Varietà.

A Gran Varietà lancia canzoni famosissime, come “Se telefonando” e “Pomeriggio con Mina”. Nel 1967 Mina fonda la sua etichetta discografica, la PDU. Nel 1970 unisce le proprie forze a quelle di Battisti e Mogol, cantando le loro “Insieme”, “Io e te da soli” e “Amor mio”. Poco dopo arriva un altro grande successo, cioè “Grande grande grande”, che porta la firma anche di Tony Renis. Segue, nel 1972, “Parole parole”, la sigla finale di Teatro 10 cantata in coppia con Alberto Lupo.

Le ultime apparizioni in tv e dal vivo

In estate è alla Bussola, dove registra una serie di concerti per un disco e uno special tv. A fine anno esce il suo primo album doppio, che diventa un appuntamento fisso con i suoi fan. Mina inizia a diradare le sue apparizioni pubbliche e il suo ultimo passaggio in tv avviene durante Milleluci. Divide il palco con Raffaella Carrà e canta la sigla di coda “Non gioco più”.

Nel 1978, dopo sei anni di lontananza dai concerti, Mina torna per una serie di show alla Bussola, ma dopo i primi 13 esauriti le serate vengono interrotte perché si ammala. Si tratta dell’ultimo exploit pubblico, perché da allora Mina si rifiuta di cantare fuori da uno studio di registrazione.

Negli anni Ottanta e Novanta continua a pubblicare con regolarità il suo doppio album annuale, intervallato da raccolte. La consuetudine dei “doppi” si interrompe nel 1996, quando esce “Cremona“, un album singolo, seguito poi dall’enorme successo “Mina-Celentano“, in coppia con Adriano Celentano.

Mina si fa riprendere in studio

Nel 2001 Mina si fa straordinariamente riprendere in studio, durante la registrazione di un tributo a Modugno, che esce di lì a poco. Il filmano viene diffuso solo tramite internet. A seguire esce la raccolta, “Mina, la Storia, il Mito”, che comprende anche alcune canzoni degli esordi della cantante e poi, a fine ottobre 2002, l’atteso album di inediti “Veleno”: 12 canzoni pop scritte da Zucchero, Giancarlo Bigazzi, Samuele Bersani, Daniele Silvestri e altri ancora.

Gli altri dischi della Tigre di Cremona

Il 14 novembre 2003 viene pubblicato “Napoli Secondo Estratto“. Dopo “Bula Bula”, a fine 2005 Mina si proclama “L’Allieva” di Frank Sinatra, al cui repertorio di ballad è dedicato il disco omonimo. Nel 2006 esce “Bau”, seguito da “Love Box“, “Todavia”, “Stonata”, “Facile” e “Caramella”, un anno dopo l’altro. Nel 2010 escono anche per Carosello due triple raccolte.

Dopo “Piccolino” del 2011 è la volta di “American Song Book“. Un anno dopo “Mina Christmas Song Book” e, nel 2014, dopo avere concesso a Mondo Marcio la possibilità di costruire l’album “Nella Bocca della Tigre” sui campionamenti delle proprie canzoni, arriva un nuovo disco di inediti, il primo in tre anni: si intitola “Selfie” e contiene “La palla è rotonda”, canzone scelta dalla RAI come sigla ufficiale delle trasmissioni legate ai mondiali di calcio brasiliani. Nel 2016 esce “Le Migliori”. Il 23 marzo 2018 esce “Maeba”. Il disco del 2019 è “Mina Fossati“, seguito da “Orione” e “Cassiopea”, nel 2020 e nel 2021.

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