Frullatore, centrifuga o estrattore: le caratteristiche, le differenze, i pregi e i difetti

Il trend dei centrifugati, smoothie e frullati pare non arrestarsi più. Usati come pasto, per perdere peso, per fare il pieno di vitamine e come forma di prevenzione per molte malattie, i frullati e centrifugati di frutta e verdura sono davvero il cibo più di tendenza del momento. Il perchè? Sono un concentrato di vitamine, fibre e sali minerali subito a portata di mano, con la spremitura a freddo di frutta e verdura fresca.

La domanda però è: usiamo il frullatore, la centrifuga o l’ estrattore? Quali le caratteristiche, le differenze, i pregi e i difetti di ognuno di essi e come orientarsi nella scelta?

Frullatore

Tradizionalmente, il tipo più comune di spremi-frutta e verdura è il frullatore. Grazie ad una lama di metallo in rapida rotazione, i succhi e i frullati si ottengono per “rottura” delle fibre solide e taglio delle parti più dure che però restano a pezzettini nel frullato finale, composto perciò da succo e polpa. Questo tipo di risultato è decisamente ottimo e ideale per fare un frullato di frutta e verdura totalmente naturale e al 100% sano. Perchè sostituirlo con una centrifuga o con un estrattore, quindi? Semplice: per eliminare la polpa e poter bere soltanto il succo, senza le fibre più dure e difficili da digerire.

Centrifuga

Con la centrifuga il succo e la polpa vengono separati in contenitori diversi. Un centrifugato è perciò un succo molto vitaminico che può essere bevuto senza assimilare le parti solide della frutta o della verdura. Il problema della centrifuga è che la lama metallica in rapida rotazione genera calore, il quale distrugge alcuni degli enzimi presenti nella frutta e nella verdura. Il calore ossida anche le sostanze nutritive, rendendo il succo meno nutriente di un succo spremuto a freddo. Inoltre, sia frullare che centrifugare la frutta fa entrare aria nel composto finale e di conseguenza anche nella nostra pancia.
Le centrifughe più recenti sono in grado di estrarre il succo senza produrre molto calore, conservando così più a lungo i nutrienti freschi. Per ottenere un buon risultato da una centrifuga è bene evitare di usarla al massimo della sua velocità.

Estrattore

La novità introdotta dagli estrattori di succo è che questi strumenti eliminano la fibra e l’aria, risultando così adatti a chi ha problemi di digestione, esofagite e gonfiore addominale. Il movimento dell’estrattore è lento e non produce calore, riuscendo così a mantenere intatti tutti i nutrienti del succo. L’estrattore di succo a freddo è consigliato soprattutto per gli appassionati di “succhi verdi” a base di verdura a foglia verde.  L’estrazione elimina l’aria dal succo finale, riducendo anche il rischio di ossidazione dei nutrienti. I succhi prodotti con un estrattore a freddo sono più stabili e mantengono l’integrità nutrizionale per circa 48-72 ore dopo l’estrazione. Al contrario, i centrifugati devono essere consumati subito. Un altro vantaggio dell’estrattore, rispetto alla classica centrifuga, sta nella possibilità di produrre latte di mandorle o di riso. Il difetto dell’estrattore è che in questo processo elimina anche molta della fibra importante per assimilare tutte le vitamine utili al corpo, specie in una dieta equilibrata.

L’ideale è utilizzare tutti e tre i prodotti in modo differente e a seconda delle varie esigenze nel corso della giornata, sperimentando varie ricette per frullati, centrifugati o succhi da estrazione.

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