Si chiama patchwork giapponese e si fa con la tecnica atarashii, ma si trova in rete anche come tecnica del quilting a cattedrale o patchwork circolare. Il motivo è che il patchwork atarashii si crea costruendo disegni geometrici con pezzi di stoffa rotondi e quadrati incastonati l’uno sull’altro come pezzi di una cattedrale.
Unendo figure geometriche di stoffa quadrate e tonde, poi, si possono creare nuove figure che ricordano le sinusoidi fatte a scuola sulla carta millimetrata con il compasso e il righello.
Tra le sue “qualità”, l’ atarashii ha proprio quella di rilassare ancor più delle altre tecniche di patchwork e quilting, proprio perchè si ripete sempre uguale a se stesso, unendo quadrati e cerchi l’uno accanto all’altro o l’uno sull’altro.
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Tecnica atarashii: step n. 1
Tecnica atarashii: step n. 2
Fate otto “mattonelle” come quella precedente con il patchwork atarashii e cucitele tra loro in modo da create una tovaglietta, un beauty case o un centrotavola.
Tecnica atarashii: step n. 3
Se vi piace il risultato, provate ad assemblare adesso cerchi e quadrati di colori differenti così da ottenere, piegando i bordi, forme e colori sempre diversi!
E’ il caso di dire: aguzzate l’ingegno e rispolverate dal cassetto compasso e goniometro!
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