Ecco come ritmi biologici, stanchezza e scelte influenzano il giudizio.
Nausea in gravidanza, perché non è uguale per tutte: scoperti nuovi geni chiave
Stampa articoloNon è solo un disturbo passeggero. La nausea in gravidanza, nelle sue forme più severe, ha una base genetica precisa. Come riportato su Focus uno studio recente ha individuato 10 geni associati all’iperemesi gravidica, una condizione caratterizzata da nausea e vomito grave durante la gravidanza.
La ricerca, pubblicata su Nature Genetics, apre nuove prospettive per la comprensione delle cause di questo disturbo e per lo sviluppo di terapie più mirate.
Uno studio cambia la comprensione della nausea in gravidanza
Il gruppo di ricerca, guidato da Marlena Fejzo, ha analizzato il DNA di oltre 10.000 donne con iperemesi gravidica e di 461.461 donne usate come gruppo di controllo. Lo studio ha rivelato che l’iperemesi gravidica, che può colpire fino al 3% delle gestanti, è più grave del semplice malessere comune nel primo trimestre.
La condizione può causare nausea e vomito così intensi da rendere difficile l’alimentazione e, nelle forme più aggressive, può rappresentare un rischio per la nutrizione della madre e del bambino.
Il ruolo centrale del gene GDF15
Il fattore di crescita e differenziazione 15 (GDF15) rimane il gene più rilevante nello studio, un ormone che aumenta bruscamente durante la gravidanza.
La sensibilità a questo ormone determina la gravità e la frequenza degli episodi di vomito: le donne con livelli bassi di GDF15 prima della gravidanza manifestano sintomi più gravi quando il livello di questo ormone aumenta.
Gli altri geni e i nuovi indizi biologici
La scoperta più significativa riguarda, però, sei nuovi geni mai identificati prima. Molti di questi sono coinvolti nella regolazione di: appetito, metabolismo e funzioni cerebrali adattive.
Tra i più studiati emerge TCF7L2, già noto per il suo legame con il diabete di tipo 2 e con il diabete gestazionale. Questo gene influenza il funzionamento del GLP-1, un ormone intestinale che regola glicemia e fame.
Il GLP-1 è anche al centro dei nuovi farmaci per la perdita di peso. Secondo i ricercatori, potrebbe avere un ruolo anche nella gestione della nausea. Questo lo rende un possibile bersaglio terapeutico.
Un’altra ipotesi riguarda il cervello. Durante la gravidanza potrebbe sviluppare una memoria associativa negativa verso alcuni alimenti. Questo spiegherebbe l’avversione improvvisa per determinati cibi.
Alcuni geni individuati sono collegati anche ad altre condizioni della gravidanza, tra cui: preeclampsia, caratterizzata da pressione alta e durata più breve della gravidanza.
Questo suggerisce che l’iperemesi non sia un fenomeno isolato. Potrebbe invece essere parte di un sistema biologico più complesso, che coinvolge diversi processi fisiologici.
Verso nuove terapie personalizzate
Gli autori dello studio hanno ottenuto l’approvazione dalla FDA per avviare uno studio clinico sull’uso di metformina nelle donne che pianificano una gravidanza, con l’obiettivo di abituare il corpo all’ormone e ridurre la sensibilità a un suo incremento.
Questo studio potrebbe portare a un’offerta di farmaci contro l’iperemesi gravidica più personalizzata in base al profilo genetico delle pazienti.