Attualità

Uccide il figlio di 3 anni e dice al processo: “La Bibbia me lo ha consentito”

Una madre, accusata di aver ucciso il proprio figlio di tre anni, ha dichiarato di averlo picchiato con un bastone di bambù perché, secondo quanto affermato, la Bibbia le concedeva il diritto di “correggere il proprio figlio”. Questa rivelazione è emersa durante un’udienza in tribunale.

Le Accuse e la Chiamata ai Servizi d’Emergenza

Christina Robinson, trentenne, ha contattato i servizi di emergenza dalla sua abitazione in Bracken Court, Durham, in Inghilterra, nel novembre 2022, sostenendo che il piccolo Dwelaniyah (nella foto) si fosse improvvisamente afflosciato mentre mangiava un panino al formaggio.

Tuttavia, Richard Wright KC, rappresentante dell’accusa, ha riferito alla Corte di Newcastle che il bambino ha subito una grave lesione cerebrale fatale, causata da scosse violente inflitte dalla madre.

I Dettagli dell’Accusa

L’accusa ha evidenziato che le gambe del bambino erano avvolte in pesanti bende, che nascondevano ustioni coprenti fino al 20% del suo corpo. Queste ferite, provocate da scottature intenzionali e forzate nella vasca da bagno, avrebbero causato un dolore atroce per diverse settimane prima della sua morte.

Durante il processo, sono state mostrate ai giurati le immagini riprese dalle telecamere indossate dai paramedici intervenuti per soccorrere il bambino a casa, dove la Robinson affermava che il piccolo si fosse ferito da solo nella doccia, ritenendo non necessario il trattamento ospedaliero.

Testimonianze e Prove

I vicini hanno riferito di aver sentito lamenti notturni, senza tuttavia riuscire a identificarne la fonte, come sostenuto dall’accusa. Dwelaniyah, il cui cuore aveva cessato di battere, è stato trasportato in ospedale, ma i tentativi di salvarlo sono stati vani.

Sul corpo del bambino sono state riscontrate ecchimosi compatibili con colpi inferti da un oggetto cilindrico, e gli esami su un bastone di bambù trovato nell’abitazione hanno rivelato tracce del suo sangue e della sua pelle.

Le Ammissioni e le Difese

Wright ha dichiarato ai giurati: “L’imputata ammette di averlo colpito con un’arma ma sostiene che le era consentito farlo perché la Bibbia le dice che dovrebbe correggere il proprio figlio”.

Un esame post-mortem ha rivelato che il bambino era stato vittima di una serie di aggressioni e aveva subito diverse lesioni non accidentali, come comunicato alla giuria.

L’accusa ha aggiunto: “L’imputata ora afferma che picchiare un bambino con un bastone fino a farlo sanguinare era coerente con il suo essere un’adepta degli insegnamenti della Bibbia”.

Robinson ha negato le accuse di omicidio di Dwelaniyah e di crudeltà verso un minore.

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