Ufficiale, “Se volete stare nella nostra città ci dovete pagare”: introdotta la ‘tassa sul suolo calpestato’ | Non ammette esenzioni

di Redazione
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Diverse città europee stanno aumentando la tassa di soggiorno: in alcune località si arriva a pagare oltre 18 euro a notte, senza esenzioni.

Con l’arrivo dell’estate, milioni di turisti si preparano a viaggiare in tutta Europa. Oltre al costo di hotel e appartamenti, sempre più città richiedono il pagamento della tassa di soggiorno, un tributo che serve a finanziare servizi pubblici, manutenzione urbana e progetti per un turismo sostenibile.

Secondo un’analisi di settore, le tariffe sono in costante aumento. In testa alla classifica c’è Amsterdam, che applica una tassa di soggiorno pari al 12,5% del valore della prenotazione, con una spesa media di 18,45 euro a notte. La misura punta a contenere l’overtourism e finanziare interventi di manutenzione.

Sul secondo gradino del podio troviamo diverse città greche – Atene, Rodi, Heraklion e Salonicco – dove la tassa, chiamata “di resilienza climatica”, ha un costo medio di 8,17 euro a notte. Gli introiti vengono destinati a opere infrastrutturali e alla riduzione dell’impatto ambientale del turismo.

La terza posizione è occupata da Berlino, che dal 2025 ha aumentato l’aliquota dal 5% al 7,5%, estendendo la tassa a tutti i soggiorni brevi, compresi quelli di lavoro. In media, il costo per i visitatori è di circa 7,38 euro a notte.

Le città italiane con le tasse di soggiorno più alte

In Italia, Milano guida la classifica interna con una media di 6,44 euro a notte, che sale a 7 euro per hotel a 4 e 5 stelle. Seguono case vacanza e affitti brevi a 6,30 euro, mentre per strutture a 1-3 stelle la tariffa è di 1,80 euro.

Roma e Firenze hanno una media di 6,13 euro a notte, ma le tariffe variano molto in base alla categoria: fino a 10 euro per gli hotel a 5 stelle nella Capitale e 8 euro per quelli fiorentini, con scaglioni inferiori per le strutture di categoria minore.

Venezia

Venezia – www.pixabay.com

Altri casi e curiosità

Bologna ha introdotto un sistema a scaglioni dal 1° aprile 2025, con tariffe da 4 a 7 euro in base al costo della camera. Per campeggi e ostelli la cifra è fissa a 2,80 euro. Questo modello progressivo permette di adattare il contributo alla spesa del turista.

Venezia, pur con una media di soli 3,57 euro, adotta tariffe stagionali da 1 a 5 euro a seconda della categoria dell’hotel. Il sistema, valido da febbraio a dicembre, punta a regolare i flussi turistici in una delle città più visitate al mondo.

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