Secondo i dati rilasciati dall’Istat nell’ambito dell’Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti, emergono cifre allarmanti sulla disparità di reddito tra uomini e donne. Nel corso del 2022, gli uomini hanno costituito il 56,3% dei lavoratori, registrando un reddito medio annuo di 27.254 euro, frutto di un’impegno medio di 43,9 settimane lavorative.
Dall’altro lato, le donne, rappresentando il restante 43,7% della forza lavoro, hanno lavorato in media 42,1 settimane, percependo un reddito medio annuo di soli 20.378 euro. Questo si traduce in una significativa differenza del 33,74% nei guadagni medi tra i due generi. In pratica, le donne guadagnano quasi 7mila euro in meno rispetto agli uomini.
L’approfondimento delle cifre rivela che la disparità salariale è attribuibile in parte al minor numero medio di settimane lavorate dalle donne rispetto agli uomini. Inoltre, la presenza più diffusa di lavoratrici a tempo parziale contribuisce al divario salariale.
La disparità di reddito è ulteriormente accentuata quando si osserva la retribuzione media femminile dal punto di vista delle donne stesse, che ricevono il 25,23% in meno rispetto ai loro colleghi maschi.
È essenziale considerare anche il contesto occupazionale: settori e mansioni differenti contribuiscono alla creazione di questo divario. Una riflessione approfondita è necessaria per affrontare le radici strutturali di questa disuguaglianza e promuovere azioni che portino a una retribuzione equa e paritaria tra i generi.
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