Attualità

Indi Gregory, la bimba di 8 mesi è morta dopo la battaglia per la vita

È morta all’1.45 di oggi, ora italiana, Indi Gregory, la bambina di 8 mesi affetta da una grave malattia mitocondriale che era stata al centro di una lunga battaglia giudiziaria nel Regno Unito. I genitori della piccola, Dean Gregory e Claire Staniforth, avevano cercato in tutti i modi di impedire che ai medici fosse concesso di staccare i supporti vitali che la tenevano in vita, ma la loro richiesta era stata respinta dai giudici di Nottingham.

La morte di Indi Gregory e il messaggio del padre

“La vita di Indi è finita all’01:45, io e Claire siamo arrabbiati, con il cuore spezzato, pieni di vergogna”, ha detto il padre della bambina in un messaggio ai suoi avvocati. “Il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella casa di famiglia a cui apparteneva”. “Claire l’ha tenuta con sé per i suoi ultimi respiri”, ha aggiunto il padre, parlando degli ultimi istanti della figlia accanto alla madre. “Sono riusciti a prendersi il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendersi la sua anima. Hanno cercato di sbarazzarsi di Indi senza che nessuno lo sapesse, ma noi ci siamo assicurati che fosse ricordata per sempre. Sapevo che era speciale dal giorno in cui è nata”.

Gli sforzi inutili del governo italiano

L’intervento del governo italiano, che aveva fatto pressioni su quello inglese per portare la piccola in Italia, dove sarebbe stata curata dai medici del Bambin Gesù, non è stato sufficiente a salvare la vita di Indi. “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, tutto il possibile”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Purtroppo non è bastato. Buon viaggio piccola Indi”.

Il dibattito sollevato sul diritto alla vita

La vicenda di Indi Gregory ha sollevato un dibattito internazionale sul diritto alla vita e alla morte. I sostenitori della decisione dei giudici britannici hanno sostenuto che la bambina era affetta da una malattia irreversibile e che la sua morte era inevitabile. I genitori di Indi, invece, hanno sostenuto che la loro figlia aveva ancora la possibilità di vivere e che la loro decisione di interrompere le cure era una violazione dei suoi diritti.

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