Attualità

Marco Baldini: “La ludopatia? Una copertura”, la verità

Marco Baldini  ha deciso di raccontare la sua verità. Lo speaker e dj radiofonico la rivela a Luca Casadei in un’intervista esclusiva per il podcast One More Time: “Non sono mai stato ludopatico, era una copertura da guai più gravi. Ero finito in un giro di malavita”.

La verità di Marco Baldini

Marco Baldini  ha raccontato  gli anni terribili in cui ha dovuto ripagare il mare di debiti da cui era sommerso, rivelando che la ludopatia, a cui aveva attribuito il suo declino, era in verità una maniera di proteggersi. La realtà è che era finito in un giro di malavita organizzata.

Marco Baldini

Marco Baldini e l’addio al mondo dello spettacolo

Ospite del podcast Casadei, Marco Baldini ha affrontato l’argomento narrando un’inedita versione dell’origine del declino. Un raccontato particolarmente intenso di quel periodo della sua vita, quando sopraffatto dai debiti, si è dovuto allontanare dal mondo dello spettacolo per provare a rimettersi in piedi. In quegli anni dichiarò di essere ludopatico, per spiegare come era finito in quel giro infernale che lo aveva portato al lastrico. Ma le cose non andarono esattamente come le aveva raccontate in passato.

 

Baldini: “Il mio errore? Guadagnare troppo”

Con il primo lavoro in radio, che lo aveva portato a lasciare Firenze per trasferirsi a Milano, Baldini aveva fatto sua l’idea che dovesse guadagnare molto, per attestare anche la sua bravura nel suo campo. Il primo errore  arriva proprio a Milano, quando lavorava a Radio Deejay: vedeva soldi ovunque e si era convinto che “più soldi hai, più bravo sei”, E cerca di guadagnare sempre di più: “Quello è stato il mio primo, grande errore. All’epoca prendeva cinque milioni al mese”. Ma il cambio di marcia viene dopo il terzo anno a Milano. Inaspettatamente inizia ad investire nel settore immobiliare, fino a quando, dopo una serie di affari andati bene, le cose si sono complicate.

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“Comincio a guadagnare cifre esorbitanti grazie ad alcune persone – racconta – che mi propongo degli affari immobiliari sicuri e legali. La prima volta investo 100 milioni e me ne entrano 140 in poco tempo e va avanti così per circa due anni. Un giorno mi dicono che hanno bisogno di investire una cifra più importante per realizzare un complesso immobiliare di case di lusso. Mi consulto con il mio avvocato e commercialista e punto tutto, quasi due miliardi di lire. Ma poi è intervenuta la Guardia di Finanza. Poco dopo vengo a sapere che queste persone sono state arrestate, perché riciclavano denaro della malavita. Avevo perso tutto e a quel punto mi sono inventato la storia del gioco d’azzardo per giustificare agli inquirenti quelle ingenti entrate e uscite di denaro dal mio conto”.

 

Marco Baldini e i debiti

E sono iniziati i problemi seri che hanno portato Baldini ad indebitarsi fino all’ultimo centesimo. “L’unico modo per uscire indenne da questa situazione, era raccontare il vizio del gioco. Non sono mai stato un vizioso ne un giocatore compulsivo, o comunque non sono nato così, ho dovuto dimostrare di esserlo per difendermi da cose molto più gravi. E’ successo tutto nel 1995, avevo 35-36 anni e ho convinto tutti quanti che mi ero ridotto così a causa del gioco d’azzardo, ma è stata una copertura per non incorrere in guai peggiori, non sono cose che si possono ancora raccontare, tutto quello che mi è successo è colpa mia, è partito tutto da un errore”.

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Marco Baldini

Baldini: “La buca in cui seppelirmi”

Marco Baldini racconta a Luca Casadei anche di quando ha rischiato davvero di morire: “Mi stavano facendo scavare una buca. Ma sono uscito dal corpo e mi sono visto dall’alto, ho sentito una calma improvvisa e naturale. Stavo dando il 20 per cento al mese e avevo un miliardo di debiti e quel mese dovevo trovare 200 milioni che non avevo. Ero dentro la malavita e ho contattato la persona più pericolosa di Milano. Avevo delle marche da bollo da 3 miliardi e dovevo smerciarle per guadagnarci 300 milioni. Ma le marche da bollo erano false e così mi portarono in un campo e mi dissero di scavare perché gli avevo mancato di rispetto, pensavano che li avessi fregati, ma sono riuscito a convincerli che ero in buona fede, che ero stato truffato anche io”.

 

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