Addio a Graziella Magherini, la psichiatra che ha scoperto la Sindrome di Stendhal

di Redazione


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Nella serata di domenica 10 dicembre, a 96 anni, si è spenta la psichiatra e psicanalista Graziella Magherini nella sua casa nel centro storico di Firenze. Nata il 23 agosto 1927, laureata presso la Facoltà di Medicina dell’Ateneo fiorentino, Magherini ha segnato la storia della psichiatria grazie ai suoi studi pionieristici sulla ‘sindrome di Stendhal‘.

Una carriera illuminata dalla passione per l’arte

Dopo aver ottenuto la libera docenza a soli 33 anni, Magherini ha iniziato a dirigere un reparto del manicomio fiorentino di San Salvi, focalizzandosi sulla pratica dell’arte terapia. La sua carriera l’ha portata a dirigere il Dipartimento di Salute Mentale del Centro di Firenze e il reparto psichiatrico dell’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova.

Lo studio della ‘Sindrome di Stendhal’

Nel 1977, nel corso della sua ricerca sui casi di turisti vittime di disturbi emotivi davanti a opere d’arte, Magherini analizzò e descisse lo scompenso psicosomatico che divenne noto come ‘sindrome di Stendhal’. Questo disturbo provocava tachicardia, capogiri, vertigini, confusione e allucinazioni nei turisti più sensibili di fronte a opere d’arte straordinaria, un fenomeno precedentemente descritto dal grande scrittore francese Stendhal nel 1817 durante il suo viaggio in Italia.

Il contributo letterario di Graziella Magherini

La sua ricerca e i suoi studi clinici sono stati condivisi con il pubblico nel libro “La sindrome di Stendhal. Il malessere del viaggiatore di fronte alla grandezza dell’arte” (Ponte alle Grazie, 1989). Magherini ha continuato a esplorare il rapporto fra arte e psicoanalisi, condividendo la sua passione per l’indagine psicologica e il legame tra psichiatria e letteratura.

Un’eredità duratura

Graziella Magherini è stata membro di spicco dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi e dell’International Psychoanalytic Association, oltre che presidente dell’International Association for Art and Psychology. I suoi contributi alla comprensione della mente umana e del suo rapporto con l’arte lasceranno un’eredità duratura nella comunità scientifica.

Opere

Fra i suoi libri, “Chi ucciderà la psicoanalisi. Psicofarmaci e Internet all’assalto” (Ponte alle Grazie, 1996) e “O Signore sto forse impazzendo? Dubbio e sgomento della follia in letteratura” testimoniano l’impegno continuo di Magherini nel campo della psichiatria e della psicoanalisi.

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