È drammatica la storia di Ksenia Karelina Khavana, la ballerina arrestata in Russia con l’accusa di tradimento. Era andata nella terra di Putin per andare a trovare la nonna ma qui è stata fermata e posta in arresto. Ecco la storia.
Ksenia Karelina Khavana, una giovane ballerina semi-professionista con doppio passaporto russo e americano, è stata arrestata nei giorni scorsi dai servizi segreti russi FSB con l’accusa di tradimento. Secondo quanto riferito, la sua “colpa” sarebbe stata quella di aver donato l’esigua somma di 51,8 dollari all’organizzazione benefica Razom for Ukraine, con sede a New York, che fornisce aiuti umanitari ai civili ucraini. Per questo gesto di solidarietà, Ksenia rischia ora una condanna fino a 20 anni di carcere.
Ksenia, che si trovava in Russia per far visita alla nonna novantenne, risiedeva da circa 10 anni negli Stati Uniti, dove l’anno scorso aveva ottenuto la cittadinanza americana. Viveva a Los Angeles dove lavorava come ballerina. Il presidente dell’associazione Razom for Ukraine ha negato con fermezza le accuse di fornire armi all’Ucraina: “Forniamo solo kit di pronto soccorso e beni di prima necessità, mai armi”.
La vicenda di Ksenia è stata raccontata dai media indipendenti russi e ripresa dalle principali testate americane. Secondo il giornalista Andrei Soldatov, il vero obiettivo delle autorità russe sarebbe quello di creare una “banca di ostaggi” con passaporto americano da poter utilizzare come leva in eventuali futuri negoziati. Non a caso, l’arresto della ballerina coincide con la conferma della detenzione del giornalista americano Evan Gershkovich, corrispondente del Wall Street Journal.
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