In inverno il tuo corpo ti manda segnali che non stai ascoltando

100

L’inverno arriva e qualcosa cambia: umore, corpo e resistenza quotidiana sembrano messi alla prova soprattutto per molte donne.

Sintomi freddo.

Sintomi freddo.

Ti è mai capitato di pensare che le giornate più corte e buie ti rendano più triste e irritabile? Non è solo una sensazione.

Con l’arrivo dell’inverno, molte donne avvertono un peggioramento del benessere fisico ed emotivo, una stanchezza che sembra andare oltre la semplice mancanza di sole. La domanda sorge spontanea: è una reazione personale o è il corpo che chiede a gran voce di rallentare e “andare in letargo”?

La realtà quotidiana, però, racconta altro. Tra lavoro, famiglia e impegni continui, fermarsi non è un’opzione. Anche quando il fisico invia segnali chiari, la routine impone di andare avanti, spesso facendo solo lo stretto indispensabile per non crollare.

C’è chi pensa che il freddo possa aiutare alcuni sintomi, magari favorendo la circolazione o attenuando quella che molte definiscono la propria “calefazione interna”, cioè la tendenza a sentire caldo improvviso. Eppure, per molte donne accade l’opposto. Alcuni inverni risultano più difficili di altri e la percezione è quella di sentirsi peggio che mai.

I mesi più freddi e bui non incidono solo sull’umore. Possono intensificare disturbi già presenti e farne emergere di nuovi. Non succede soltanto perché ci si espone meno alla luce solare o per lo stress tipico della stagione, ma anche perché la riduzione di serotonina e vitamina D aggrava diversi sintomi. A questo si aggiungono gli sbalzi di temperatura tra casa, lavoro e ambiente esterno, che possono scatenare mal di testa e altre sensazioni di disagio, aumentando la percezione di malessere generale.

Perché l’inverno può peggiorare alcuni sintomi femminili

Il freddo viene spesso percepito come un alleato, ma non sempre lo è. I continui cambi di temperatura tra ambienti riscaldati e aria esterna rigida rappresentano uno stress per l’organismo. Questo stress stagionale, unito alle giornate più corte e ai cambi di abitudini, può aumentare il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, contribuendo a un maggiore squilibrio ormonale.

Non sorprende che le ricerche di supporto legate alla menopausa e alle fasi di transizione ormonale siano in forte crescita. L’inverno diventa così un periodo particolarmente delicato, in cui il corpo reagisce in modo più evidente ai cambiamenti interni ed esterni.

I segnali più fastidiosi da non sottovalutare

Alcuni sintomi tendono a manifestarsi con maggiore intensità nei mesi freddi. Riconoscerli aiuta a dare un senso a ciò che si prova e a non sentirsi sole.

Vampate paradossali

Può sembrare un controsenso, ma i bruschi passaggi dall’aria gelida esterna al calore della casa o dell’ufficio, insieme all’uso di abiti sintetici poco traspiranti, possono confondere l’ipotalamo, il termostato interno del corpo. Il risultato è una vampata improvvisa e intensa, un tentativo rapido dell’organismo di raffreddarsi.

Prurito e pelle secca

L’aria fredda e secca, combinata con il riscaldamento costante, sottrae umidità alla pelle e alle mucose. Questo accentua secchezza e prurito, disturbi molto comuni in questa fase della vita femminile.

Dolori articolari

Il freddo intenso, insieme alla riduzione degli estrogeni, influisce sulla mobilità delle articolazioni e sulla densità ossea. Le articolazioni possono diventare più rigide e doloranti, rendendo i movimenti quotidiani più faticosi.

Disturbo affettivo stagionale

La diminuzione della luce solare in autunno e inverno provoca un calo naturale della produzione di serotonina. Questo può tradursi in tristezza, apatia e mancanza di energia. A ciò si sommano i cambi di routine e lo stress stagionale che aumentano il cortisolo, alterando ulteriormente l’equilibrio ormonale e intensificando ansia, irritabilità e quella sensazione di mente annebbiata che fa sentire “spenta”.

Urgenza urinaria e irritabilità

Il freddo attiva la cosiddetta diuresi da freddo, un meccanismo che porta il corpo a filtrare più liquidi per mantenere la pressione interna. Associato alle modifiche dei tessuti della vescica legate ai cambiamenti ormonali, questo processo può aumentare la frequenza urinaria e una sensazione di ipersensibilità pelvica.

Cinque strategie per affrontare i mesi più freddi

Affrontare l’inverno non significa subire passivamente i sintomi. Alcune strategie pratiche possono aiutare a gestire meglio questa fase.

Riconoscere i fattori scatenanti delle vampate

È un errore pensare che le vampate scompaiano in inverno. Alcuni elementi stagionali possono renderle più intense. Tra i principali fattori scatenanti ci sono il riscaldamento centrale, gli abiti troppo pesanti, l’alcol, lo stress e i cibi piccanti.
Un approccio utile consiste nel vestirsi a strati, scegliendo tessuti naturali e traspiranti, e nel mantenere gli ambienti ben ventilati per ridurre frequenza e intensità degli episodi.

Nutrizione stagionale e benessere ormonale

Durante l’inverno è importante puntare su pasti caldi, nutrienti e confortanti, sfruttando i prodotti di stagione per sostenere l’equilibrio ormonale.

Le indicazioni più comuni includono:

  • Ortaggi a radice, verdure a foglia verde e semi, in particolare quelli di zucca. Sono ricchi di fibre, fitoestrogeni, magnesio, zinco e vitamine del gruppo B, utili per stabilizzare l’umore e favorire il riposo notturno.
  • Proteine magre, meglio se consumate in zuppe o stufati, per supportare l’equilibrio ormonale e preservare la massa muscolare.
  • Grassi salutari, come quelli presenti nel pesce azzurro, nell’agnello e nei semi di lino o chia. Gli omega-3 aiutano a ridurre l’infiammazione e a sostenere la stabilità emotiva.

Continuare a muoversi anche quando fa freddo

La motivazione può calare, ma il movimento resta essenziale per proteggere ossa e articolazioni. Attività indoor come pilates, yoga o allenamento di forza permettono di mantenere tonicità e mobilità senza esporsi al freddo.

Anche brevi passeggiate alla luce del giorno, di almeno dieci minuti, possono fare la differenza. L’aria fresca e la luce

naturale stimolano la produzione di serotonina e vitamina D, con effetti positivi su corpo e mente.

Adattare l’integrazione al cambio di stagione

Con meno sole e nuove esigenze dell’organismo, diventa importante rivedere l’integrazione, soprattutto quando l’alimentazione non copre tutti i fabbisogni.

Tra i nutrienti più citati:

  • Vitamina D3 e vitamina K2, fondamentali per la salute delle ossa e l’umore. Nei mesi freddi viene spesso suggerita un’assunzione di almeno 1.000 UI al giorno.
  • Magnesio glicinato, circa 300 mg al giorno, utile per migliorare la qualità del sonno.
  • Mirtillo rosso e omega 7, impiegati per sostenere la salute della mucosa urinaria. Il mirtillo rosso standardizzato in proantocianidine, con una dose minima di 36 mg al giorno, ostacola l’adesione batterica alla vescica, mentre 200 mg di omega 7 favoriscono idratazione e protezione del tessuto urogenitale.