Spettacolo

Sanremo 2024, vince Angelina Mango ma perde il regolamento

Al Festival di Sanremo 2024 vince La Noia di Angelina Mango e stacca il biglietto per rappresentare l’Italia all’Eurovision che si terrà in Svezia.

La vittoria ci sta perché la figlia di Pino Mango – che da oggi smette di esserlo come complemento di specificazione quando si parla di lei – è stata interprete di una canzone ritmica, innovativa e radiofonica, scritta con Madame e Dardust, che ne ha curato la produzione (e si sente).

Insomma, successo artisticamente meritato. Tuttavia, questo straordinario e ultimo Festival di Amadeus e Fiorello, con dati di ascolto da record, ha palesato delle evidenti difficoltà nei metodi di raccolta del voto e lo dimostrano le percentuali delle classifiche finali.

Sì, perché la cantante di Maratea ha vinto il Festival grazie al 40,3% della somma della ponderazione dei voti di tre graduatorie: sala stampa, radio e televoto. Tuttavia, è evidente che, se fosse stato solo per il pubblico, avrebbe vinto – e per distacco – Geolier, cha ha ottenuto ben il 60% dei consenti, mentre Angelina Mango appena il 16,1%. Distaccatissimi gli altri: Ghali 8,3% (poi quarto), Annalisa 8% (terza), Irama 7,5% (quinto).

Ciò non toglie il merito della vittoria di Angelina Mango che, obiettivamente avrebbe meritato anche di vincere la serata delle cover ma evidenzia l’unica (ma grande) pecca di questo Festival, così dedito all’innovazione canora ma meno alle tecnologie per quantificare il gradimento del pubblico.

Nel 2024, infatti, non si può dare ai telespettatori solo il vetusto SMS a pagamento per manifestare il proprio consenso oppure la classica chiamata da telefono fisso (‘creatura’ in via di estinzione nelle case degli italiani) ma si dovrebbe dare spazio anche alle applicazioni, come già fanno format musicali molto popolari tra i giovani come X Factor o show dove il voto è la colonna portante delle scelte come Il Grande Fratello. Insomma, per l’edizione 2025 si consiglia di aggiungere un tassello che è figlio dei tempi tecnologici.

Inoltre, forse sarebbe opportuno accorpare il voto della sala stampa con quello delle radio e ripristinare quello della ‘giuria di qualità’, formata da esperti che votano non perché fan, per cui conta prima l’interprete e poi il brano ma la qualità.

Ecco, con una maggiore innovazione più, ci saremmo risparmiati polemiche e contrasti.

Comunque sia, Angelina Mango ha vinto ed è successo – ne sono convinto – anche per il trionfo morale dell’interpretazione de La Rondine del giorno prima.

Complimenti a lei e a tutti gli altri che hanno partecipato con entusiasmo.

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