Scuola: favorevoli o contrari agli smartphone in classe? Ecco i pro e i contro

Nelle scorse settimane, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha deciso di aprire alla possibilità di utilizzare gli smartphone in classe, suscitando così molte polemiche. I tradizionalisti della didattica non vedono di buon occhio l’uso dei cellulari anche a scuola, mentre lo stesso Ministero fa sapere che già il 30% dei nostri istituti ha impostato alcune lezioni in modalità interattiva e che la ministra vuole continuare su questa strada. La ministra ha predisposto un tavolo ministeriale che detti delle linee guida: non saranno dunque progetti campati in aria, ma ci saranno delle regole base che potranno aiutare i docenti a sfruttare la tecnologia, non certo a subirla. Fuori dalle aule i social network e Whatsapp, dunque, ma non gli smartphone, che possono diventare oggetto didattico, anche per via della familiarità che i ragazzi hanno quasi da subito con questo strumenti. Vediamo però quali possono essere i pro e i contro degli smartphone in aula.

Smartphone in classe: i pro

Molti docenti hanno accolto positivamente la proposta della ministra perché gli smartphone permettono di svecchiare i metodi di insegnamento, coinvolgendo maggiormente i ragazzi. Se un tempo le lezioni di lingua straniera venivano ripetute a casa grazie alle casette e ai cd, oggi i ragazzi possono interagire e capire i loro errori in tempo reale. Lo smartphone, a parere dei docenti, non deve diventare una miniera di risposte, ma un modo per integrarsi con il libro e la didattica tradizionale. Sta proprio agli insegnanti regolare e impostare l’uso del web attraverso un device e da qualche anno, a questo proposito, si parla di dotare ogni studente di un tablet scolastico con accessi limitati e le scuole della banda larga ma, ad oggi, nulla di questo esiste. I vari corsi di aggiornamento educativi, però, mostrano come gli insegnanti stiano già implementando la didattica tradizionale con le elaborazioni più moderne, per le quali lo smartphone o il tablet sono strumenti fondamentali. L’insegnante, nel suo compito di educatore, informerà gli studenti sul corretto uso di internet, come trovare le nozioni senza abusarne e, inoltre, potrà spiegare quanto l’uso critico del mezzo resti indispensabile. saper vagliare le notizie che arrivano, non badare a tutti gli input ma solo a quelli necessari e a dare valore alle proprie parole, anche sul web, visto l’alto numero di vittime di cyberbullismo.

Smartphone in classe: i contro

Le lamentele più dirette arrivano dagli insegnanti che si sentono messi da parte, sempre meno importanti all’interno del processo didattico, quando dovrebbero invece ricoprire il ruolo principale. Non potendo fornire agli studenti dei tablet specifici, lo smartphone personale ha di fatto funzioni che distraggono lo studente: Whatsapp, Twitter, Facebook, Instagram e ricerche non pertinenti alla lezione non potranno essere arginati con facilità. Da 10 anni c’è il divieto di utilizzare i cellulari in classe e ogni scuola prevede un suo codice di comportamento ma, rendendo lo smartphone uno strumento didattico e non potendo controllare cosa stanno consultando i ragazzi, questo divieto di fatto decade. Molti docenti, poi, notano come gli studenti di oggi non siano in grado di scrivere correttamente in corsivo e che perfino il loro stampatello è decisamente zoppicante: l’uso dello smartphone anche in classe potrebbe peggiorare la situazione. Altri critici fanno notare come i ragazzi passino tutto il giorno con il cellulare in mano e vedono le ore scolastiche come una sorta di disintossicazione necessaria.

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