L’ipotalamo controlla l’invecchiamento? Secondo uno studio sui topi sì!

Gli scienziati dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva (New York, Usa) hanno recentemente stilato un rapporto secondo cui l’ipotalamo dei topi controlla l’invecchiamento di tutto il corpo. La loro scoperta apre nuove strategie per la lotta contro le malattie legate all’invecchiamento. Lo studio è stato pubblicato nell’edizione online di Maggio di “Nature”.

“Gli scienziati si sono a lungo domandati se l’invecchiamento possa essere regolato attivamente da un organo del corpo” ha affermato l’autore capo Dongsheng Cai, MD, Ph.D., professore di farmacologia molecolare all’Einstein College of Medicine. “E’ evidenza del nostro studio che molti aspetti dell’invecchiamento sono controllati dall’ipotalamo. La cosa interessante è che è possibile, nei topi,  alterare una segnalazione nell’ipotalamo e rallentare il processo di invecchiamento, aumentando la longevità

L‘ipotalamo è una struttura, delle dimensioni di una mandorla, situata in profondità nel cervello, conosciuta per avere ruoli fondamentali nella crescita, nello sviluppo, nella riproduzione e nel metabolismo. Secondo il Dr. Cai l’ipotalamo potrebbe anche svolgere un ruolo chiave nel processo di invecchiamento attraverso l’influenza che essa esercita in tutto il corpo.

Nelle persone di età avanzata” ha detto lo studioso “è possibile rilevare alterazioni infiammatorie nei vari tessuti. L’infiammazione è anche coinvolta in varie malattie legate all’età, come: sindrome metabolica, malattie cardiovascolari, malattie neurologiche e di molti tipi di cancro“.

Per scoprire come l’ipotalamo potrebbe influenzare l’invecchiamento, il Dr. Cai ha deciso di studiare l’infiammazione dell’ipotalamo, concentrandosi su un complesso proteico chiamato NF-kB (fattore nucleare kappa-light-chain-enhancer delle cellule B attivate). “L’infiammazione coinvolge centinaia di molecole, e NF-kB si trova proprio al centro di quella mappa normativa,” ha affermato lo studioso.

Nel corso dello studio, il Dr. Cai e il suo team hanno dimostrato che l’attivazione del NF-kB nell’ipotalamo dei topi ha significativamente accelerato il processo di invecchiamento, come dimostrato da vari test fisiologici, cognitivi e comportamentali. “I topi hanno mostrato una diminuzione della forza e della dimensione muscolare, una riduzione dello spessore della pelle e anche della capacità di apprendimento . Tutti indicatori di invecchiamento. L’attivazione indotta da questo processo ha promosso un invecchiamento sistemico che accorcia la durata della vita”. Al contrario, il Dr. Cai e il suo gruppo hanno scoperto che bloccando il percorso del NF-kB nell’ipotalamo del cervello dei topi veniva rallentato l’invecchiamento e aumentata la longevità media di circa il 20%.

Questa ricerca apre le porte a nuove possibilità per contrastare in maniera efficace l’invecchiamento.

Fonte: Antiaging Club
www.antiagingclub.it

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