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Femminicidio, Senato approva risoluzione sulla ‘cura’ degli uomini violenti

Con 211 voti su 212 presenti, il Senato ha approvato la relazione della commissione Femminicidio sui percorsi di trattamento per gli uomini autori di violenza.

Valeria Valente, senatrice del Partito Democratico, presidente della commissione Femminicidio, ha spiegato: “Oggi con questa relazione sugli uomini maltrattanti approvata all’unanimità compiamo finalmente un cambio di passo, un salto di qualità: rispetto alla violenza contro le donne chiediamo agli uomini una chiara e netta assunzione di responsabilità, abbandonando per sempre la visione secondo la quale qualcosa nel comportamento femminile ha causato la violenza. La violenza contro le donne non è un raptus né una malattia, ma un fenomeno strutturale. Alle donne crediamo e agli uomini chiediamo un’assunzione di responsabilità. Di questo lavoro sono orgogliosa e ringrazio tutti i commissari, perché è un tassello importante della battaglia culturale contro l’asimmetria di potere, gli stereotipi e i pregiudizi della società patriarcale sottesi alla violenza di genere”.

“Deve essere chiaro – ha continuato Valente – che resta ferma la condanna e la sanzione del comportamento e soprattutto che nei centri per il recupero non si lavora perché gli uomini maltrattanti possano tornare insieme alle donne abusate come se niente fosse accaduto, ma perché possano cambiare la loro modalità di rapporto malata rispetto all’altro sesso. Lavoriamo su un’assunzione di responsabilità. Anche sui benefici, che la legislazione ora prevede di poter concedere in caso di frequenza dei corsi, diciamo chiaramente che devono essere successivi a una valutazione sui risultati e sull’eventuale persistente pericolosità sociale degli autori dei reati. Chiediamo poi che ci siano standard di qualità e formazione degli operatori e diciamo no alla guerra tra poveri. I centri per gli uomini maltrattanti non devono contendere le risorse ai centri antiviolenza, ma far parte di una rete per la quale vanno aumentate le risorse”.

Binetti (UDC): “La risoluzione è un passo avanti”

Paola Binetti, senatrice dell’Udc e responsabile del Dipartimento Pari Opportunità del partito, in una nota, ha affermato: “La Risoluzione, approvata oggi all’unanimità dal Senato, tutela le donne dalla violenza di uomini maltrattanti. È un salto di qualità per le donne vittime di violenza di genere. Il contrasto alla violenza maschile è da oggi parte integrante di un Piano strategico nazionale, reso indispensabile dal numero di femminicidi che continuano a crescere nel nostro Paese. Ma nell’azione di prevenzione, a cui si fa riferimento nel nuovo Piano strategico, approvato oggi, si cerca di intervenire sul piano formativo e riabilitativo, proposto agli uomini violenti, molto prima che una persona possa arrivare al femminicidio. La prevenzione scatta davanti a forme di violenza domestica spesso capillari e insidiose, che non si esprimono solo sul piano fisico, ma investono l’autostima della donna, il rispetto per la sua dignità, quell’insieme di piccole angherie familiari che condizionano la sua autonomia economica, sistematicamente messa in discussione”.

E ancora: “Occorre però introdurre una vera e propria rivoluzione culturale, in cui ci sia maggiore consapevolezza di come sia giunto il momento di andare oltre quel modello patriarcale, all’interno del quale si sviluppano le azioni individuali di violenza contro le donne. Per questo bisogna rivedere molte leggi che ancora oggi definiscono aree di privilegio maschile sul piano salariale, sul piano della rappresentatività istituzionale e politica. Va in questa direzione l’asse V del PNRR con una particolare attenzione alle politiche di genere e alla valorizzazione delle donne, con azioni concrete che superano la logica della pari opportunità, per rendere giustizia a situazioni che hanno alle spalle molti anni di ordinaria ingiustizia. L’Empowerment femminile è un obiettivo strategico che riguarda tutto il Paese e che comincia con le bambine, coltivandone una naturale leadership. Ogni anno milioni di donne subiscono violenza, ma non è sufficiente punire severamente reati già commessi bisogna prevenire, quelle azioni e quei reati che comportano perdite inestimabili di vite e tragedie familiari dove sono coinvolti spesso i bambini”.

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