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Alberto Genovese, l’ex: “Stremata da droghe e richieste spinte”

Sarah Borusso, l’ex fidanzata dell’imprenditore del web Alberto Genovese  (che rischia otto anni di carcere per violenza sessuale)  ci tiene a prendere le distanze dal suo ex compagno. Lo fa durante la sua deposizione in aula per il reato del quale è accusata e  spiegando che “Oggi, a 27 anni sono ripartita da zero allontanandomi per sempre dall’uso delle sostanze, una volontà nata prima dell’arresto di Alberto. Ero già stremata da quel tipo di vita” ha tenuto a precisare la ragazza durante un’intervista a La Repubblica.

Sarah Borusso prende le distanze da Genovese

In aula, prende le distanze dal reato che la vede accusata ma soprattutto, dallo stile di vita di Alberto Genovese e dai suoi “amici” e persone che lo circondavano e accompagnavano nelle sue notti festaiole infinite, “trascorse tra droghe, sesso e vizi di ogni genere fino all’alba”. “Noi tutti partecipanti – confessa la giovane – abbiamo fatto e detto cose che oggi non mi appartengono più”, ha detto la ragazza in aula, durante l’udienza del processo.

Alberto Genovese

L’ex fidanzata di Alberto Genovese è coinvolta in uno dei due episodi di abusi sessuali che sarebbe avvenuto durante una vacanza a Ibiza, in una villa di lusso, l’altro episodio, che vede imputato l’imprenditore, sarebbe avvenuto durante una festa a Terrazza Sentimento, l’attico milanese di Genovese. Una vita vissuta sempre superando il limite ogni giorno, come spiega Sarah Borusso: “Le richieste sessuali più spinte, tra cui i rapporti a tre, sono arrivate con l’uso graduale delle sostanze, con i giorni che passavamo a farne uso senza dormire né mangiare”.

La paura di Sarah

Sarah Borusso che ripensando al suo rapporto con Alberto Genovese e alla sua vita passata, dice: “Speravo in un futuro con lui, volevo farlo uscire dalla droga, ho commesso molti errori, primo tra tutti calpestare la mia dignità. Sono stata ingenua nel pensare di trasformare l’Alberto di allora in un padre di famiglia. Ma è impensabile per me considerarmi colpevole di un reato. La mia più grande paura è di essere condannata perché sono stata la fidanzata di Alberto Genovese”.

Che fine ha fatto Alberto Genovese?

Ancora titolare di diverse società, Alberto Genovese sta per incassare circa 225 milioni dalla vendita del 25 per cento di First Technologies, la holding che prima dello scandalo aveva il suo nome, Alberto Genovese Technologies, e attraverso la quale controllava la sua creatura più innovativa, la società di assicurazione Prima. L’arresto del 7 novembre 2020 per la violenza sessuale ai danni di una diciottenne nella notte tra il 10 e l’11 ottobre alla “Terrazza Sentimento”, il suo attico di lusso a pochi passi dal Duomo, svelò un mondo di feste con ragazze giovanissime, colme di alcol e droga. Da quel giorno altre presunte vittime hanno denunciato Genovese, ma solo un’altra presunta violenza sessuale – ai danni di una ventitreenne ospite di “villa Lolita” a Ibiza – è stata considerata attendibile dalla procura.

Alberto Genovese

Nell’inchiesta del pm Rosaria Stagnaro, dell’aggiunto Letizia Mannella e della squadra mobile, Genovese deve difendersi dalle accuse di violenza sessuale ai danni delle due ragazze, ma anche da quelle di spaccio di droga. Nell’ udienza, dello scorso 5 aprile ha detto “Abusavo di droghe, non controllavo più la realtà e ho capito solo dopo, riguardando quei video, che la ragazza aveva manifestato il suo dissenso. Mi dispiace per i miei comportamenti ma oggi sono una pesona diversa”. Dopo oltre sette ore di udienza, Alberto Genovese è scoppiato a piangere in aula, lasciando l’aula dove si era difeso davanti al gup Chiara Valori e ai titolari dell’accusa, i pm Paolo Filippini e Rosaria Stagnaro. A processo per due casi di violenza sessuale, nel suo attico di lusso a pochi passi dal Duomo di Milano e a Villa Lolita a Ibiza, l’ex imprenditore ha ammesso di non aver percepito il rifiuto da parte della vittima, durante un party a Milano, ma ha negato che ci sia stata violenza a Ibiza. “E’ stato un rapporto consensuale, la ragazza è stata male per la droga che aveva assunto”. Dopo sei mesi in carcere, Genovese è ora ai domiciliari in una clinica di recupero dalle dipendenze. “Ora voglio cambiare vita”, ha detto in udienza. Delle sue feste, ha ricordato come “tutti quelli che ci andavano erano consapevoli di trovare la droga”.

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Intanto, a novembre, la Cassazione ha reso definitivo il sequestro di 4,3 milioni considerati frutto di evasione fiscale. Per la Suprema Corte, Genovese avrebbe evaso anche per “provvedere al reperimento di risorse per le sue attività personali”, tra cui “l’acquisto e la ristrutturazione della villa a Ibiza “per otto milioni, e “beni di lusso e consumo, come ingenti acquisti di alcolici”.

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