Salute

Svolta nella lotta al tumore al seno metastatico: la nuova cura che allunga la vita

Una speranza per le donne con tumore al seno metastatico: nuova cura riduce il rischio di morte del 38%. Sono circa 37mila le donne italiane che oggi convivono con un tumore al seno metastatico, la forma più avanzata e difficile da trattare di questa neoplasia. Nonostante questa diagnosi rappresenti ancora una sfida, i progressi della ricerca biomedica stanno migliorando le prospettive e la qualità di vita per queste pazienti.

La nuova terapia sperimentale

L’ultima speranza viene dal congresso americano di oncologia clinica (Asco) dove sono stati presentati i risultati dello studio internazionale di fase 3 “Destiny-Breast06” che ha coinvolto 866 pazienti di cui alcune italiane. La ricerca, illustrata dall’esperto oncologo Giuseppe Curigliano, membro di Aiom, ha dimostrato che una nuova terapia sperimentale a base di anticorpi monoclonali (trastuzumab deruxtecan) è in grado di ridurre il rischio di progressione della malattia o di morte del 38% nelle donne con bassa espressione della proteina Her2, che rappresentano diverse migliaia di casi in Italia ogni anno.

Vantaggi del nuovo farmaco innovativo

Il farmaco innovativo consiste in un anticorpo diretto in modo specifico contro il recettore Her2 sulle cellule tumorali, coniugato con un potente chemioterapico. Ha dimostrato non solo di migliorare in modo statisticamente significativo la sopravvivenza delle pazienti rispetto allo standard attuale, ma anche di permettere di evitare la successiva chemioterapia dopo la terapia ormonale, riducendo effetti collaterali pesanti per la qualità di vita.

Prospettive future per il trattamento del tumore al seno metastatico

“Nel tumore mammario metastatico dopo la terapia endocrina, la chemioterapia dà benefici limitati ed effetti collaterali pesanti – spiega l’oncologo Curigliano -. Nello studio Destiny il nuovo farmaco anticorpo coniugato ha permesso alle donne di vivere più a lungo senza progressione rispetto alla chemio standard. Questo potrebbe cambiare il modo di classificare e trattare il tumore al seno”.

L’importanza della caratterizzazione molecolare precisa

Secondo gli oncologi italiani questi risultati promettenti, presentati al congresso Asco, potrebbero portare il nuovo farmaco ad essere un’opzione privilegiata rispetto alla chemioterapia per queste pazienti già dalla prima linea di trattamento. La conferma definitiva arriverà dall’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco e dalla contrattazione sul prezzo.

“I progressi nella cura del tumore al seno negli ultimi anni sono stati molto importanti. – sottolinea Francesco Perrone, Presidente Nazionale Aiom – La cronicizzazione è una realtà per molte pazienti. I dati dello studio Destiny confermano l’importanza di una caratterizzazione molecolare precisa tramite test genomici”.

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