La donna .normaluisa che ha sfilato ieri sulle passerelle di Milano è letteralmente una vera nomade che gioca con il suo look sovrapponendob abiti che combina in maniera diversa di volta in volta, per dar vita sempre a nuove e inattese creazioni. Così il cappotto è frutto di due capi cuciti insieme, e in cui ogni singolo item può essere reinterpretato e ridefinito nel suo significato infinite volte. Il tema, ancora una volta, per .normaluisa, è il doppio: “Double exposure” che finalmente diviene esplicita in abiti-voyeur formati da una sopravveste lunga in tulle pointe d’esprit, da portare sopra a una grafica tuta in cadì.
Un sogno intessuto di colori, un viaggio dalla Savana popolata da elefanti, gazzelle, struzzi a una vibrante evocazione della Grecia bizantina fatta di bagliori d’oro che si materializzano per un istante ai confini di un sogno collettivo.
Per .normaluisa l’abito è soprattutto poesia frutto dell’Ars Combinatoria del marchio che mette in scena sullo stesso palco l’imperatrice e l’amazzone,la delicata ed estrosa bellezza di un tempo lontano affiancata al fascino selvaggio di un paesaggio esotico.
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