Il sonno dei bambini è, purtroppo, un problema degli adulti. Quante mamme temono di perdere il sonno alla nascita di un bambino!
In realtà un bambino, nei primissimi mesi di vita, mangia e dorme, ovviamente se lo si gestisce bene, se lo si fa mangiare quando vuole, se gli si dà il latte giusto e il quantitativo giusto nel modo a lui più gradito.
In effetti il neonato ben gestito nel primo mese dorme circa 20 ore al giorno ed è normale che abbia appetito anche di notte. Non dimentichiamo che nella pancia della mamma traeva nutrimento quando ne aveva bisogno (quindi giorno e notte), per cui è ovvio che con la nascita sia difficile cambiare improvvisamente abitudini.
Il sonno del bambino ha un andamento oscillante: sonno profondo, seguito da sonno leggero (o risveglio momentaneo).
Durante la notte, il bambino ha 4/5 risvegli (viene considerato un buon “dormitore” un bambino che dorme 5 ore filate). Ad ogni risveglio il bambino mette in atto una serie di suoi meccanismi per superare il difficile periodo di transizione che sta fra la veglia e il sonno (succhiare il ciuccio, il dito, il lenzuolino, abbracciare il pupazzo ecc.).
Se un adulto (madre, padre, nonna, tata) accorrono durante questi risvegli, la loro presenza o il loro intervento diventano un ulteriore meccanismo indispensabile per il “riaddormentamento” (meccanismo che purtroppo dovrà intervenire ogni volta che si sveglia). In questo caso sono gli adulti a creare la dipendenza nei bambini e non viceversa.
Si tratta di richieste assurde di alcuni genitori
Ricordate:
Il bambino non soffre per mancanza di sonno, infatti dorme per una sua esigenza fisiologica e non perché il giorno dopo deve essere riposato per andare a lavorare!! Quindi se non dorme significa che non ha bisogno di dormire! A questo punto chiediamoci perché non ha bisogno di dormire.
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