Dimenticare il figlio in auto, che cosa possiamo fare per prevenire la tragedia

Dal 1998 a oggi, sono stati segnalati 600 bambini nel mondo, morti per colpo di calore perché lasciati chiusi in auto. Solo negli Stati Uniti si stimano in quasi 40 casi all’anno, circa il 90% di età inferiore tre anni. Quasi tutti i casi avvengono tra la primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno e le statistiche evidenziano un aumento significativo di questi casi.

Vediamo che cosa è bene sapere.

 

In quanto tempo si può morire chiusi in auto?

La temperatura all’interno di una macchina al sole può salire di 10/15 °C ogni quarto d’ora, fino a raggiungere i 50 °C anche con una temperatura esterna di soli 25 °C. Nei bambini la temperatura corporea sale più rapidamente di quella di un adulto. L’ipertermia grave da colpo di calore può verificarsi anche in 20 minuti, e la morte entro 2 ore.

 

Perché i genitori dimenticano i bambini in macchina

Si parla in questi casi, di “amnesia dissociativa transitoria” ovvero di un vuoto di memoria che fa dimenticare i bambini in auto.

Questi episodi di vuoti della memoria, che possono capitare in altre situazioni, ovviamente, possono durare da pochi minuti a poche ore o giorni. La maggior parte delle persone che hanno avuto l’amnesia sa di aver “perso del tempo”, ma alcuni hanno un'”amnesia per l’amnesia” e si rendono conto del tempo perduto solo quando trovano le prove di avere fatto cose che non ricordano, o se vengono costretti a prenderne atto.

 

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A chi può capitare di dimenticare il bambino in auto?

Non esiste un profilo tipico del genitore. E’ capitato a gente distratta come a genitori organizzati e ordinati, a genitori con vari livelli di istruzione. La tragedia è spesso causata da una serie di coincidenze e di fattori quali: stanchezza, mancanza di sonno, variazioni nella routine quotidiana, stress ripetuto.

Purtroppo gli esperti dicono che potrebbe capitare a tutti. Anche se molti pensano che a loro non potrebbe accadere. Un consiglio attuabile subito è di mettere sotto o vicino al seggiolino le chiavi, portafoglio, cellulare e, visto il numero di casi, è pensare a una soluzione di sistema (allarmi) che segnalino che il bambino è sul seggiolino.

Va anche considera la condizione post traumatica dei genitori, costretti vivere per tutta la vita con il dolore e con i sensi di colpa uniti al discredito di una parte dell’opinione pubblica che – non credendo che simili episodi possano capitare a chiunque – li considera persone irresponsabili perché capaci di dimenticare un bambino in macchina.

 

Si può evitare questa tragedia?

E se provassimo a correre di meno, anche, e soprattutto mentalmente? Se accompagnare il bambino all’asilo diventasse un momento di fare una passeggiata invece di infilarci nel traffico? Se provassimo a ristabilire delle priorità nella nostra vita che non siano solo quelle di correre. Dubbi? Guardate gli altri, e anche voi stessi, al mattino per andare al lavoro: alcuni sembra che debbano fare una gara. E tra questi che corrono, molti hanno un bambino in auto o, peggio avvinghiato su una moto mentre fanno a gara per la pole position.

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