13 Aprile 2022 |

Cosa si mangia nel pranzo di Pasqua? I piatti della tradizione italiana

di Manuela Zanni

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Dalla pasta fatta in casa, agli ortaggi e verdure di stagione, torte salate, salumi e formaggi nazionali, uova sode: questi sono alcuni dei  cibi che caratterizzano il pranzo della domenica di Pasqua. Un giorno di festa che – nonostante il detto “Pasqua con chi vuoi” – la maggior parte  delle persone suole  trascorrere con i propri cari attorno ad una  tavola imbandita e  decorata con colori che richiamano la primavera.

I piatti tipici del pranzo di Pasqua

Pasta fresca

Sono numerose le regioni dove, nei giorni di festa, non può mancare un bel piatto di pasta fatta in casa, con la classica sfoglia all’uovo, oppure semplicemente con acqua e farina, in base alla tradizione locale. Il nostro Paese vanta una grande varietà di formati e condimenti: così, sulle tavole piemontesi troneggiano gli agnolotti ripieni di carne conditi con burro e salvia, su quelle emiliane le lasagne verdi con besciamella e ragù alla bolognese, in Puglia le orecchiette con carciofi e mandorle, in Sardegna i “pillus” – simili ai tagliolini.

Uova sode

Fino a non molti anni fa, la mattina di Pasqua era diffusa l’usanza di portare le uova sode in chiesa per farle benedire, mangiandole poi durante il pranzo. Sebbene tale consuetudine oggi esista soltanto in alcune piccole località, le uova sode restano uno dei cibi più rappresentativi della Pasqua nella Penisola, accompagnate dai salumi. Associato da tempi antichissimi alla vita – tanto che già egizi, fenici e persiani, in primavera, si scambiavano uova per celebrare la rinascita della natura –, con il Cristianesimo l’uovo diventa simbolo del sepolcro rimasto vuoto dopo la Resurrezione.


Agnello

In tutta Italia, il piatto forte del pranzo pasquale è l’agnello, ( sebbene ormai venga i consumi siano notevolmente ridotti grazie al lavoro operato dagli animalisti, vegetariani e vegani, che hanno scosso le coscienze dei più )  preparato in modi diversi a seconda della regione: al forno con le patate in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Campania, con rosmarino e cipolle in Sicilia, “tartufato” in Umbria, arrosto in Liguria ed Emilia Romagna, “cacio e uova” in Molise e Abruzzo, con i cardoncelli – una verdura selvatica dalla forma sottile e allungata, che cresce spontaneamente in primavera – in Basilicata, senza dimenticare il polpettone alla sarda e l’abbacchio alla romana, cotto con vino, acciughe salate, rosmarino e aglio.

 

Tortano e casatiello

A Napoli ogni quartiere – o meglio, ogni famiglia – custodisce gelosamente la propria ricetta. Il casatiello è una torta rustica ripiena di ogni “ben di Dio” (pancetta, salame, uova sode e provolone dolce o semipiccante a seconda dei gusti). Mangiato tradizionalmente la sera del Sabato Santo, resta morbidissimo per svariati giorni e per questo motivo si presta alle scampagnate.

Fave, piselli e carciofi

In primavera l’Italia offre una straordinaria varietà di prodotti della terra, spesso consumati nel pranzo pasquale come contorno alla carne. In Calabria e Sardegna, ad esempio, l’agnello è servito con le patate ma con i carciofi; in Puglia ritroviamo i cardoncelli, lessati, soffritti in olio e aglio e insaporiti con pomodorini, una spolverata di pecorino grattugiato e uova battute. Ancora nella Capitale e poi in tutto il Sud Italia sono immancabili le fave fresche, da mangiare con il pecorino, il salame e la pancetta.

Salumi e formaggi misti

Soppressata, salame, capocollo, prosciutto crudo, lonza di maiale, pancetta e porchetta: i salumi, vanto della cucina italiana all’estero, sono un altro elemento irrinunciabile del pranzo – o della colazione nel Centro Italia – pasquale, serviti per antipasto con le uova sode. In Campania il tagliere di affettati misti è chiamato “fellata” e include anche la ricotta salata, una particolare tipologia di ricotta, secca e dal gusto deciso, diffusa nelle regioni meridionali.